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6 Luglio 2026

Sostegni affitti e Piano Casa 2026: cosa cambia per inquilini, studenti e alloggi Erp

Il 2026 introduce una serie di interventi pubblici: dal rifinanziamento del fondo per la morosità incolpevole alle detrazioni per i giovani, fino al Piano Casa con 970 milioni per il recupero dell'edilizia residenziale pubblica e nuovi strumenti come il rent to buy.

Sostegni affitti e Piano Casa 2026: cosa cambia per inquilini, studenti e alloggi Erp

Nel 2026 le politiche abitative nazionali si articolano su due fronti complementari: da un lato una serie di Agevolazioni fiscali e contributive per chi vive in affitto, dall’altro un programma legislativo finalizzato a incrementare l’offerta di alloggi accessibili. Queste iniziative mirano a fornire sollievo immediato a nuclei vulnerabili e a intervenire sulla disponibilità di case con misure di recupero e finanziamento.

Le novità coinvolgono strumenti consolidati — come le detrazioni e i fondi di emergenza — e interventi strutturali che prevedono stanziamenti, semplificazioni procedurali e la possibilità di riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP).

Rete di sostegni per gli inquilini: fondo morosità, detrazioni e bonus per categorie specifiche

Al centro delle misure per chi non è proprietario c’è il rifinanziamento del Fondo per la morosità incolpevole reso disponibile su base nazionale dopo anni di applicazione regionale. Il fondo interviene quando l’impossibilità di pagare l’affitto deriva da eventi straordinari come licenziamento, riduzione dell’orario di lavoro, cassa integrazione, mancata proroga contrattuale, chiusura dell’attività, infortunio o la perdita di un contribuente familiare. Tra i requisiti necessari figurano un ISEE non superiore a 26.000 euro, un contratto di locazione regolarmente registrato, la residenza nell’immobile da almeno dodici mesi e l’assenza di proprietà immobiliari nel nucleo familiare. L’accesso è poi vincolato alla possibilità di attivazione da parte dei Comuni con forte tensione abitativa che decidono se rendere operativo lo strumento sul proprio territorio.

Per la vita quotidiana degli inquilini rimangono attive diverse detrazioni: i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti possono ottenere una detrazione pari al 20% del canone fino a 2.000 euro annui, oppure una detrazione minima fissa di 991,60 euro quando più vantaggiosa. Le detrazioni ordinarie prevedono invece importi fissi differenziati in base al reddito — 495,80 euro per redditi sotto 15.493,71 euro e 247,90 euro per la fascia successiva — con aumenti specifici per i lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro nei primi tre anni.

Studenti fuori sede e genitori separati

Gli studenti universitari fuori sede continuano a beneficiare di una detrazione del 19% sui canoni fino a 2.633 euro l’anno, con un vantaggio fiscale massimo di 500,27 euro; la misura è valida quando l’ateneo si trova ad almeno 100 chilometri dal Comune di residenza. Inoltre, la Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo sostegno per i genitori separati o divorziati costretti a lasciare la casa familiare, con un bonus il cui importo e criteri di accesso saranno definiti da un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: l’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto economico della separazione quando è necessario trovare un alloggio in affitto.

Piano Casa 2026: finanziamenti, Commissario e strumenti per il patrimonio ERP

La conversione in legge del decreto che istituisce il Piano Casa 2026 introduce strumenti per la rigenerazione urbana e il recupero di immobili da destinare a locazione o vendita a canone calmierato. Tra le finalità dichiarate vi sono la valorizzazione del patrimonio pubblico non utilizzato, la riconversione di immobili non redditizi e il potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale.

Per l’attuazione del piano è autorizzata una spesa complessiva di 970 milioni di euro per il quadriennio 2026-2030, con la gestione delle risorse affidata tramite convenzione a Invitalia. È prevista la nomina di un Commissario straordinario incaricato di mappare gli immobili pubblici disponibili e coordinare gli interventi. Sul piano procedurale sono previste semplificazioni come conferenze di servizi accelerate, termini abbreviati e la possibilità di mutare la destinazione d’uso, oltre a un vincolo trentennale di destinazione per gli immobili recuperati.

Il provvedimento disciplina anche misure finanziarie e gestionali: la creazione di un fondo di garanzia per la morosità incolpevole nell’ERP, incrementi di risorse per i contributi agli studenti fuori sede e la possibilità di riscatto o opzione d’acquisto per gli assegnatari non morosi. Viene inoltre regolato il modello di locazione con facoltà di acquisto (rent to buy) per progetti di riqualificazione, con obblighi di rispetto di standard energetici e tecnologici elevati.

Edilizia integrata e controllo dei prezzi

Il Piano prevede programmi di edilizia integrata che combinano edilizia convenzionata ed edifici a mercato, con una quota minima del 70% destinata all’edilizia convenzionata nell’ambito territoriale interessato. I canoni calmierati dovranno garantire una riduzione significativa — almeno il 33% rispetto ai valori correnti di mercato — prendendo a riferimento le quotazioni ufficiali. In parallelo, la discussione pubblica sulle politiche abitative evidenzia che strumenti come i sussidi diretti all’affitto e gli incentivi all’efficienza energetica favoriscono la domanda senza deprimere l’offerta, mentre politiche rigide di controllo dei canoni possono avere effetti negativi sull’investimento privato e sulla manutenzione del patrimonio.

Nel complesso, il 2026 introduce un mix di interventi pensati per alleggerire l’impatto del caro-affitti su famiglie, giovani e studenti e per aumentare l’offerta di alloggi tramite il recupero dell’ERP e incentivi pubblici-privati. Queste misure non abbattono le cause strutturali della tensione abitativa, ma rappresentano strumenti concreti per ridurre l’emergenza nel breve e medio termine.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.