Quando si decide di acquistare una cantina, spesso l’obiettivo è riuscire a disporre di uno spazio di deposito sicuro per bottiglie, conserve o oggetti ingombranti. Sebbene la trattativa sia più semplice rispetto a quella per un’AbitAzione, il procedimento richiede comunque la redazione di un atto notarile e il rispetto di norme catastali precise. Il ruolo del notaio è quello di garantire la conformità dell’operazione a leggi vigenti, registrare il trasferimento nei registri immobiliari e tutelare le parti contro eventuali errori formali.
Come si redige l’atto per la cantina e qual è la sua classificazione catastale
Il primo passo consiste nell’individuare la modalità con cui la cantina compare a catasto. Può essere un’unità autonoma con subalterno proprio, solitamente classificata in categoria C/2, oppure far parte della planimetria dell’appartamento principale. In quest’ultimo caso, la cantina non viene indicata come bene separato nell’atto, ma è considerata una pertinenza dell’immobile abitativo. È fondamentale che la planimetria allegata all’atto corrisponda alla realtà fisica, poiché la legge (art. 29, comma 1 bis, legge 52/1985) richiede la dichiarazione di conformità dell’unità urbana.
Visura catastale e verifica dei dati
Prima del rogito, il notaio effettua una visura catastale per confermare categoria, rendita e consistenza della cantina. Questo passaggio permette di individuare eventuali difformità che, se non corrette, possono compromettere la validità dell’atto o generare oneri aggiuntivi. Una volta verificati i dati, il notaio redige l’atto pubblico specificando se la cantina è un bene distinto o una pertinenza, inserendo tutti i riferimenti catastali richiesti.
Agevolazioni fiscali per la cantina collegata alla prima casa
Le agevolazioni fiscali prima casa si estendono anche alle pertinenze dell’abitazione principale, tra cui le cantine accatastate in C/2. Per usufruire dello sconto dell’imposta di registro al 2 %, il compratore deve aver già acquistato la casa con le stesse agevolazioni, deve stabilire la residenza (o l’attività lavorativa) nel comune dove si trova l’immobile entro 18 mesi e non deve possedere altre abitazioni in Italia con i benefici della prima casa. Se tutti i requisiti sono soddisfatti, la cantina paga l’imposta di registro al 2 % sul valore catastale, più €50 di imposta ipotecaria e €50 di catastale.
Quando le agevolazioni non si applicano
Il beneficio è limitato a una sola pertinenza per categoria catastale. Pertanto, se la casa possiede già una cantina in C/2 acquistata con le agevolazioni, una seconda cantina nella stessa categoria non potrà beneficiare delle riduzioni fiscali. Inoltre, le agevolazioni non sono consentite se la cantina è legata a una seconda casa o se l’immobile principale è stato acquistato senza le agevolazioni prima casa. In questi casi, si applica l’imposta di registro al 9 % (minimo €1.000) o, in caso di vendita da parte di un costruttore entro cinque anni, l’IVA al 4 % o al 10 % a seconda della destinazione.
Costi notarili e procedura per ottenere un preventivo
Il compenso del notaio varia in base alla complessità dell’operazione e non è fissato da un tariffario minimo. Per una cantina, il costo è generalmente inferiore rispetto a quello di una casa, ma dipende da fattori quali dimensioni, ubicazione e rendita catastale. È consigliabile richiedere un preventivo notarile gratuito, contattando direttamente il professionista tramite piattaforme online o canali dedicati. Il notaio fornirà una stima dettagliata che comprende onorario, imposte di registro, ipotecarie, catastali e eventuali spese accessorie.
Documenti richiesti al compratore
Al momento del rogito, chi acquista deve presentare: documento d’identità e codice fiscale, estratto dell’atto di matrimonio (se rilevante), prova dei pagamenti effettuati (assegni o bonifici), eventuale fattura di mediazione immobiliare e, se il finanziamento avviene tramite mutuo, tutta la documentazione bancaria. Questi documenti sono necessari perché l’atto includa le modalità di pagamento, l’eventuale presenza di un mediatore e le clausole relative al mutuo ipotecario. Il notaio verifica la completezza della documentazione prima di procedere alla stipula, garantendo così la regolarità dell’intera transazione.



