Il mercato immobiliare di Genova sta vivendo una fase di grande dinamismo, con una domanda particolarmente vivace tra i giovani. Secondo i dati dell’analisi socio-demografica realizzata da Tecnocasa, oltre il 30% degli acquirenti nel capoluogo ligure ha meno di 35 anni, una percentuale che riflette una tendenza nazionale verso un ringiovanimento della platea di chi cerca casa.
La città di Genova si distingue anche per la forte domanda di prime case, che rappresentano il 77,6% delle compravendite, una delle percentuali più elevate della regione. Questo dato contrasta con le altre province liguri, dove le seconde case e le case vacanza sono più ambite, soprattutto a ponente.
Chi vende e perché
Dal lato dell’offerta, i venditori genovesi hanno motivazioni diverse. Il 49,4% vende per reperire liquidità, mentre il 41,2% punta a migliorare la propria qualità abitativa. Una quota minore, il 9,4%, si trasferisce in un altro quartiere o in un’altra città. Le famiglie rappresentano la maggioranza dei venditori (63,1%), con una significativa presenza di persone over 65 (45,8%).
Le differenze tra le province liguri
Analizzando le diverse province della Liguria, emergono alcune differenze significative. A Genova e La Spezia, ad esempio, prevalgono le vendite per migliorare la qualità abitativa, mentre a Imperia si registra una maggiore domanda di case vacanza. La fascia d’età degli acquirenti varia notevolmente: a Genova e La Spezia spiccano gli under 35, mentre a Imperia e Savona l’età media è più alta.
Tipologie di case più richieste
In Liguria, le tipologie di case più compravendute sono i quattro locali e i trilocali, con percentuali rispettivamente del 29,6% e del 25,6%. A Genova, la situazione non si discosta dalla media regionale: i quattro locali rappresentano il 36,8% delle compravendite, seguiti dai trilocali con il 28,1%. Ad Imperia, invece, si registra un aumento degli acquisti di soluzioni indipendenti e semindipendenti, che nel 2026 hanno raggiunto il 22%.
Il contesto nazionale
Il mercato immobiliare italiano nel 2026 è caratterizzato da una domanda vivace, nonostante l’inflazione e i tassi di interesse sui mutui rimangano elevati. Le nuove costruzioni sono praticamente introvabili, il che ha scatenato una caccia all’oro per il mercato dell’usato. Le vecchie case da ristrutturare stanno letteralmente trainando l’intero settore, con una crescita media dei valori immobiliari stimata intorno al 2%.
La domanda si concentra su soluzioni di dimensioni contenute, come bilocali e trilocali, cercati da lavoratori mobili, studenti, piccoli nuclei familiari e anziani. Il mattone continua a essere percepito come un investimento solido, soprattutto per chi cerca la prima casa o per chi guarda all’immobile come bene rifugio.
Affitti e tendenze
Se il mercato delle vendite tiene, quello degli affitti appare più problematico. La domanda è in crescita, ma l’offerta continua a diminuire, con un aumento generalizzato dei canoni stimato tra il 3% e il 4%. I rincari più pesanti sono attesi per i contratti concordati e per gli affitti destinati agli studenti universitari.
La tensione sul mercato sta cambiando anche il modo in cui si abita. Il tradizionale contratto di lungo periodo resta la formula più diffusa, ma il suo peso si riduce progressivamente. A crescere sono soprattutto i contratti transitori, legati alla maggiore mobilità lavorativa e alla difficoltà, soprattutto per i giovani, di programmare scelte abitative di lungo periodo.