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21 Luglio 2026

Case accessibili in Italia: dove si trovano e perché sono così rare nelle grandi città

Scopri come il reddito medio influisce sulla possibilità di acquistare una casa in Italia e perché le grandi città sono le più critiche.

Case accessibili in Italia: dove si trovano e perché sono così rare nelle grandi città

In Italia, il sogno di possedere una casa accessibile è una realtà per il 71% delle famiglie, secondo l’indice di accessibilità economica dell’Ufficio Studi di idealista. Tuttavia, questa percentuale nasconde una disparità significativa tra le grandi città e il resto del Paese.

Le grandi città, dove si concentrano le opportunità lavorative e formative, presentano una quota di case accessibili inferiore al 50%. Napoli, Milano e Firenze si attestano rispettivamente al 42%, 46% e 46%, mentre Roma raggiunge appena il 49%. Questo divario solleva importanti interrogativi sul mercato immobiliare italiano e sulle sue dinamiche.

Le grandi città: un paradosso economico

Il reddito familiare netto medio italiano è di 37.511 euro l’anno, con notevoli differenze tra le varie città. Milano, con un reddito medio di 60.888 euro, rappresenta l’estremo opposto di Andria, dove il reddito medio è di 24.976 euro. Nonostante i redditi più elevati, a Milano solo il 46% delle case adatte a una famiglia è accessibile.

Vincenzo de Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista, spiega: “Il problema non sono solo i redditi bassi: è che le case abbordabili non stanno dove serve viverci.” Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città del Centro-Nord, dove i redditi sono più alti ma i prezzi degli immobili sono cresciuti più velocemente del potere d’acquisto.

I mercati immobiliari: un’analisi comparativa

Tra i principali capoluoghi metropolitani, Genova si distingue con un’accessibilità del 87%, grazie a un rapporto favorevole tra reddito e prezzi. Torino, con il 78%, unisce un reddito allineato alla media a valori contenuti. Palermo e Bari, con il 77% e il 73% rispettivamente, devono la loro accessibilità a prezzi bassi che compensano redditi modesti.

Al contrario, Bologna si attesta al 64%, mentre Roma, Milano e Firenze scendono sotto il 50%. Napoli, con il 42%, è il fanalino di coda. Questo quadro evidenzia come l’accessibilità abitativa sia strettamente legata alla dinamica del mercato locale.

Dove la casa costa poco: la domanda è debole

Sui 110 capoluoghi analizzati, oltre la metà supera la media nazionale del 71%. Vibo Valentia, Rovigo, Terni, Campobasso e Cosenza si posizionano in cima alla classifica con un’accessibilità superiore al 90%. Questi centri, prevalentemente del Sud e aree interne appenniniche, sono caratterizzati da bassa pressione demografica e prezzi contenuti.

All’estremo opposto, i mercati turistici e ad alta tensione come Bolzano e Venezia presentano un’accessibilità inferiore al 20%. Rimini, Verbania, Como, Lucca e Trento seguono con valori attorno al 50%. Questo paradosso italiano dimostra come le case accessibili siano spesso dove la domanda è debole, mentre nelle aree più dinamiche e ricche, l’accessibilità è compromessa.

L’indice di accessibilità economica misura la quota di alloggi che una famiglia con reddito medio può permettersi, considerando il reddito familiare netto stimato per ogni comune e la soglia di spesa mensile sostenibile. Questo indice rappresenta uno strumento prezioso per comprendere le dinamiche del mercato immobiliare italiano e le sfide che le famiglie affrontano nel realizzare il sogno di una casa propria.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.