Nell’ultimo anno il mercato immobiliare italiano ha mostrato un incremento dei tempi necessari per vendere un’abitazione: la media nazionale è passata da 5,2 mesi nel 2026 a 5,5 mesi nel 2026. Questo allungamento riflette uno squilibrio fra domanda e offerta che si è manifestato con intensità diversa nelle singole aree del Paese, creando scenari molto eterogenei tra città e province.
Variazioni per macroarea: Sud e Isole tra le più colpite
Analizzando le cinque macroaree territoriali emergono scostamenti significativi. Al Sud il time to sell passa da 5,2 a 5,9 mesi, segnando un aumento del 13% mentre nelle Isole la media sale da 5,6 a 6,2 mesi, pari a un incremento dell’11%. Nel nord-ovest e nel centro l’allungamento è più contenuto, con valori che passano da 5,2 a 5,4 mesi. Il nord-est rimane comunque l’area dove le case si vendono più rapidamente, pur avendo visto una lieve crescita da 5 a 5,2 mesi.
Fattori locali che spiegano i diversi ritmi
Dietro questi numeri si combinano diversi elementi: la disponibilità di offerte adeguate alla domanda, la mobilità demografica, e la presenza di stock inutilizzati. In molte aree meridionali e insulari la domanda potenziale resta insoddisfatta per carenza di abitazioni riqualificate o in buono stato, mentre in altre zone il rallentamento si lega all’accumulo di annunci non competitivi rispetto ai bisogni reali degli acquirenti.
La situazione nelle grandi città: Roma cresce del 5% ma resta rapida rispetto al Lazio
A livello metropolitano i dati mostrano comportamenti diversificati. Roma ha registrato un aumento dei tempi di vendita del 5% passando da 3,4 a 3,6 mesi nel 2026. Nonostante questo rallentamento la Capitale si conferma il mercato più dinamico del Lazio, con i tempi medi più bassi della regione. Milano rimane la città con le vendite più rapide, attestandosi poco sotto i 3 mesi medi, mentre Trieste e Bologna hanno ridotto i tempi approdando a circa 3,5 mesi.
Centri con maggiori difficoltà
Tra i capoluoghi dove la permanenza sul mercato è più lunga emergono città del Sud come Catania (5,1 mesi), Taranto (5,6 mesi) e Messina che con 7,4 mesi registra il valore più alto e un aumento del 32% nell’ultimo anno. Anche alcune località centrali come Lucca mostrano tempistiche elevate (6,5 mesi), sebbene con una riduzione rispetto ai dodici mesi precedenti.
Differenze interne al Lazio: comuni con tempi in calo e comuni in rallentamento
Nel periodo 2026-2026 la geografia dei tempi di vendita nel Lazio è eterogenea. Mentre Roma resta relativamente veloce, altri capoluoghi migliorano: Latina passa da 5,1 a 4,4 mesi, Frosinone scende da 5,5 a 4,9 mesi e Rieti da 5,6 a 4,7 mesi. Al contrario Viterbo mostra un rallentamento significativo, con i tempi medi che salgono da 4,5 a 5,3 mesi.
Questi scostamenti regionali e comunali indicano come l’equilibrio tra offerta e domanda non sia omogeneo: esistono mercati locali ancora fluidi e altri che faticano a smaltire lo stock di immobili, con effetti diretti su prezzi e accessibilità. In questo contesto, la ricomposizione del patrimonio inutilizzato e l’adattamento dell’offerta alle esigenze abitative risultano elementi chiave per ridurre il time to sell e alleviare la tensione sui prezzi.
Il dato di riferimento più recente risale all’8 luglio 2026, giornata in cui sono stati diffusi i risultati che sintetizzano questi andamenti temporalmente aggiornati. Complessivamente, l’aumento medio del 6% nei tempi di vendita segnala una fase di transizione del mercato residenziale italiano, con impatti diversi a seconda del territorio e del profilo delle città.


