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10 Luglio 2026

Allerta caldo: 9 capoluoghi italiani in pericolo

L'Italia affronta un'ondata di calore con 9 città in allerta arancione. Scopri quali sono e come proteggerti.

Allerta caldo: 9 capoluoghi italiani in pericolo

Il ministero della Salute ha elevato i livelli di allerta caldo con nove capoluoghi in arancione previsti per mercoledì 8 luglio dopo il primo segnale su Firenze martedì 7, mentre l’Italia registra consumi energetici in crescita e rincari delle bollette. L’ondata di calore interessa le principali aree urbane del Paese e impatta direttamente sulla salute dei cittadini e sulla spesa domestica.

La situazione è rilevante perché le temperature estreme hanno spinto la domanda elettrica ai massimi dell’anno e hanno reso le abitazioni più calde, con valori indoor spesso oltre i 30°C. A ciò si aggiungono gli aumenti scattati dal 1° luglio 2026 sugli oneri di sistema e per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela, accentuando il peso dei costi estivi. Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026.

Bollettino e città coinvolte tra 7 e 8 luglio

Nel bollettino di martedì 7 luglio solo Firenze è stata contrassegnata dal bollino arancione. In giallo sono finite dodici città: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Venezia e Verona. In verde sono rimasti i capoluoghi con rischio minore, tra cui Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Frosinone, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Rieti, Trieste e Viterbo.

Per mercoledì 8 luglio il quadro peggiora: BolognaBresciaFirenzeMilanoPerugiaPescaraTorinoVenezia e Verona passano in arancione. Altri capoluoghi restano in giallo mentre una parte del Paese mantiene il verde. L’intensificazione del caldo comporta rischi sanitari per anziani, bambini e fragili e un aumento dell’uso di climatizzazione.

Domanda elettrica e impatto sulle abitazioni

La pressione sul sistema energetico è cresciuta rapidamente: il 23 giugno 2026 la domanda di potenza ha raggiunto 55,3 GW, massimo dall’inizio dell’anno. Questo picco è riconducibile all’uso intensivo di climatizzatori e apparecchi di raffrescamento nelle ore più calde. Nello stesso periodo, i dati dei termostati connessi hanno mostrato come l’ondata si sia trasferita anche all’interno delle case, ampliando gli effetti sulla qualità della vita quotidiana.

Tra il 26 e il 29 giugno, il 99% delle abitazioni monitorate ha superato i 25°C con il 62% che ha toccato picchi oltre i 30°C. Questi numeri confermano che il fenomeno non è solo esterno ma riguarda in modo diretto gli ambienti domestici. L’incremento prolungato delle temperature indoor ha spinto famiglie e imprese a un ricorso più intenso alla climatizzazione, con effetti immediati sui consumi.

Rincari e proposte su bollette estive

Sul fronte dei costi, a giugno le bollette del gas per i clienti vulnerabili sono aumentate dello 0,3% sul mese e del 10,4% su base annua, mentre le tariffe dell’energia elettrica risultano superiori dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con l’avvio di luglio si è aggiunto un ulteriore aggravio: per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela è scattato un +4,6%, a cui si somma un aumento di circa il 10% degli oneri generali di sistema.

Gli adeguamenti, legati ai maggiori consumi estivi e alla delibera del 25 giugno che ha aggiornato gli oneri per evitare un deficit nei conti della Cassa per i servizi energetici e ambientali entro il 2027, incidono su clienti in Mercato libero e in Maggior Tutela. In parallelo è stata avanzata la proposta di uno sconto sulle accise in bolletta per il periodo estivo, misura temporanea pensata per ridurre l’esborso delle famiglie più esposte.

Gestione della rete e strategie di efficienza

L’ondata di calore stressa la rete di distribuzione, imponendo una gestione più dinamica della domanda. Tra le soluzioni indicate emergono sistemi di climatizzazione consapevoli con algoritmi per ottimizzare i setpoint la programmazione oraria e il controllo dei consumi. Una risposta coordinata potrebbe passare anche da tariffe orarie flessibili e da premi all’adeguamento della flessibilità, strumenti già diffusi in altri paesi europei.

Nel quadro domestico, l’impostazione dei condizionatori intorno ai 26°C, la riduzione degli stand-by e l’uso di lavatrici e lavastoviglie nelle fasce meno onerose contribuiscono a contenere i consumi. In prospettiva, l’installazione di impianti fotovoltaici e la sostituzione degli elettrodomestici con modelli ad alta efficienza restano leve strutturali per attenuare gli effetti economici delle future ondate di calore.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.