Il turismo nella capitale italiana continua a crescere, ma dietro al flusso incessante di visitatori si nascondono attività illegali che sfruttano il sistema di autorizzazione fiscale. Nelle ultime settimane le autorità hanno identificato una serie di strutture che, pur dichiarandosi affittacamere o case vacanza funzionavano in realtà come hotel non conformi. Il caso più eclatante riguarda una zona a due passi da Piazza Navona, dove sono stati rinvenuti settanta posti letto gestiti in modo illecito.
Hotel fantasma vicino a Piazza Navona: i numeri della frode
Le indagini hanno rivelato che l’attività abusiva si basava su più Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA) presentate come se fossero entità autonome. In realtà, la gestione era centralizzata: una sola reception distribuiva i servizi, le pulizie e il check-in per tutte le camere. Le autorità hanno accertato l’esistenza di una struttura unitaria dietro le diverse domande amministrative, con un ricavo stimato di oltre 80 mila euro in soli tre mesi, e hanno comminato sanzioni per 40.000 euro, chiedendo la chiusura immediata dei locali.
Meccanismo della gestione unica
Il trucco consisteva nel presentare ogni blocco di camere come una micro-struttura indipendente, così da aggirare i limiti di capienza e le norme igienico-sanitarie. Una singola squadra di personale operava dietro una reception comune, distribuendo i servizi come se fossero molteplici alberghi. Questo metodo ha permesso di mascherare il vero volume di clientela, facilitando l’elusione fiscale e creando una concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari.
Altre strutture abusive e il loro impatto sul mercato
Il caso di Piazza Navona è solo la punta dell’iceberg. Nelle settimane precedenti, le forze dell’ordine avevano già scoperto quattro alberghi abusivi tra i rioni Esquilino e Castro Pretorio, con un totale di 18 camere e 51 posti letto. Le verifiche hanno evidenziato ricavi non dichiarati per circa 82.000 euro, ottenuti grazie a un mercato turistico che preferisce strutture apparentemente economiche ma non controllate. Queste attività hanno influito sul prezzo medio delle camere, riducendo il margine di profitto dei gestori regolari e creando un nodo di illegalità nel settore dell’ospitalità.
Truffe ai turisti: i luoghi più colpiti in Europa
Oltre ai problemi immobiliari, i visitatori si trovano spesso vittime di truffe nelle mete più famose. Una recente analisi delle recensioni online ha posizionato la Torre Eiffel al primo posto, con 23.757 segnalazioni per ogni milione di turisti, seguita dal circuito Foro Romano-Colosseo-Palatino a Roma (10.300) e dall’Arco di Trionfo a Parigi (9.853). I furti e i borseggi sono i reati più frequenti, ma si registrano anche truffe legate a guide non autorizzate, richieste di donazioni fasulle e venditori aggressivi. Le città con più visitatori, come Parigi, Londra e Barcellona, mostrano un indice di rischio superiore a 9 su 10, dimostrando che l’alto afflusso di turisti è un terreno fertile per i truffatori.
Case fantasma all’asta: la vicenda delle villette di Vago
Nel nord Italia, un diverso tipo di frode immobiliare ha lasciato due famiglie senza casa. Le villette del residence Europa, oggetto di una preliminare d’acquisto nel 2021, sono state messe all’asta con prezzi di partenza di 258.000 e 251.000 euro, ben al di sotto delle perizie che le valutavano oltre 330.000 euro. Dopo che le offerte sono salite a 289.000 e 280.000 euro, le case sono state assegnate a soggetti con proposte «improponibili», privando gli acquirenti originali di oltre 150.000 euro già versati. La mancanza di una fideiussione e la liquidazione dell’impresa costruttrice hanno reso la situazione ancora più complessa, lasciando le famiglie in attesa di un eventuale rimborso che, al momento, sembra improbabile.
Questi episodi dimostrano come l’illegalità nel settore turistico non sia limitata a un solo tipo di attività. Dalle strutture fittizie di Roma alle truffe nelle mete più celebri, fino alle case fantasma messe all’asta, il filo conduttore è lo sfruttamento di norme complesse e la vulnerabilità dei consumatori. Le autorità stanno intensificando i controlli, ma la diffusione di pratiche fraudolente richiede una vigilanza costante da parte di chi visita le città e da chi investe nel mercato immobiliare.



