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10 Giugno 2026

Scadenza Imu 2026: chi deve pagare, come si calcola e come versare l’acconto

Scopri chi deve pagare l'Imu 2026, come calcolare l'acconto e le modalità di versamento. Guida completa alle esenzioni e alle agevolazioni

Scadenza Imu 2026: chi deve pagare, come si calcola e come versare l'acconto

L’Imuo Imposta Municipale Unica sugli immobili, è una tassa che grava sui proprietari di beni immobili in Italia. Con la scadenza del 16 giugno 2026 per il pagamento dell’acconto, è fondamentale conoscere i dettagli per evitare sanzioni e pagare correttamente.

Introduotta nel 2012, l’Imu ha sostituito l’ICI e, dal 2026, è rimasta l’unica tassa comunale sugli immobili dopo l’abolizione della Tasi. L’Imu si applica in tutti i comuni italiani e il suo pagamento può avvenire in un’unica soluzione o in due rate.

Chi deve pagare l’Imu e chi è esente

L’Imu è dovuta dai proprietari di immobili, dai titolari di diritti reali come usufrutto o enfiteusi, e dai concessionari di aree demaniali. Sono esenti dal pagamento gli immobili posseduti dallo Stato, dai comuni e da enti pubblici destinati a compiti istituzionali, nonché i fabbricati classificati nelle categorie catastali da E/1 a E/9.

Alcuni comuni possono prevedere ulteriori esenzioni, come per gli immobili dati in comodato gratuito per l’esercizio di compiti istituzionali o per esercizi commerciali situati in zone precluse al traffico per lavori pubblici.

Come si calcola l’Imu

Il calcolo dell’Imu inizia con la determinazione della base imponibile, data dalla rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5%. Questo valore viene moltiplicato per coefficienti specifici previsti per legge, che variano in base alla categoria catastale dell’immobile.

Ad esempio, per le abitazioni di tipo civile, economico, popolare, ultrapopolare, rurale, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi (categorie A/1 a A/11, escluso A/10), il coefficiente è 160. Per uffici o studi privati (categoria A10), il coefficiente è 80.

Al valore ottenuto si applicano poi le aliquote previste dai comuni, che possono variare entro margini stabiliti dalla legge. L’aliquota base per l’abitazione principale è dello 0,5%, mentre per gli altri immobili è dell’1,06%.

Come pagare l’Imu

Il pagamento dell’Imu può avvenire tramite modello F24 o bollettino di conto corrente postale. Per chi sceglie il modello F24, è necessario compilare il modulo con i codici tributo specifici per ogni tipo di immobile e pagare agli sportelli delle banche o delle poste se l’importo è inferiore o pari a 1.000 euro, oppure online tramite i servizi di home banking o il sito dell’Agenzia delle Entrate se il saldo supera i 1.000 euro.

Se si sceglie di pagare con i bollettini postali cartacei, il numero di conto corrente è 1008857615, valido su tutto il territorio nazionale, e il bollettino deve essere intestato a ‘Pagamento Imu’.

Imu sulla prima e seconda casa

L’Imu sulla prima casa non si paga se l’immobile è nelle categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6 e A7. In questi casi, l’immobile è considerato abitazione principale e usufruisce di esenzione. Al contrario, si paga se le abitazioni principali e relative pertinenze sono censite nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Per quanto riguarda la seconda casa, l’Imu è dovuta su tutti gli immobili che non costituiscono abitazione principale. Questo include gli immobili acquistati a titolo di investimento, gli immobili non attualmente locati e non occupati, le case di vacanza e qualunque altro immobile nel quale il proprietario non abbia stabilito la residenza anagrafica insieme alla propria famiglia.

Esistono alcune agevolazioni per chi affitta la seconda casa con un contratto a canone concordato, come uno sconto del 25% sull’Imu. Per usufruire di questa riduzione, è necessario che il contratto sia registrato all’Agenzia delle Entrate e inviato al comune dove si trova l’immobile.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.