Acquistare una seconda casa è una scelta che pesa su budget e pianificazione. Tra imposte onorari di notaio provvigioni d’agenzia e spese tecniche, il totale può crescere oltre le attese. Conoscere voci e regole, dalla firma del preliminare fino al rogito, permette di stimare in modo realistico i costi e di ottimizzarli in modo trasparente e sicuro.
Questa guida entra nel merito delle differenze tra acquisto da privato o da impresa, propone esempi di calcolo su casi tipici, elenca le spese accessorie e offre una checklist pronta all’uso per arrivare al rogito senza sorprese. L’obiettivo è fornire criteri pratici per scegliere l’opzione fiscale corretta, negoziare le parcelle e prevenire errori che possono trasformarsi in sanzioni o extracosti.
Dal preliminare al rogito: la mappa dei costi
Il percorso standard prevede: proposta d’acquisto, preliminare (eventuale), e rogito notarile. Al preliminare scattano l’imposta di registro fissa di 200 € e quella proporzionale: 0,5% sulla caparra confirmatoria e 3% sugli acconti prezzo non soggetti a IVA. Queste somme si scomputano dall’imposta principale al rogito. Vanno considerati anche bolli, eventuali visure e planimetrie aggiornate, oltre alle verifiche urbanistiche e catastali, spesso delegate al notaio o a un tecnico di fiducia per un controllo due diligence completo.
Al rogito si pagano le imposte d’acquisto (registro o IVA a seconda dei casi) e le imposte ipotecaria e catastale, insieme all’onorario del notaio. Se interviene un mutuo si aggiungono perizia bancaria, imposta sostitutiva e atto di mutuo con costi dedicati. Infine, in presenza di agenzia, si salda la provvigione secondo quanto pattuito, di norma alla firma del preliminare o al rogito.
Imposte sulla seconda casa: come si calcolano (con esempi)
Acquisto da privato o impresa esente IVA: si applica l’imposta di registro al 9% con minimo 1.000 €. È possibile il regime “prezzo-valore”: la base imponibile è la rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 120 (coefficiente per seconde case), pari in pratica a rendita × 126. Le imposte ipotecaria e catastale sono fisse (50 € ciascuna). Esempio: rendita 700 €. Base imponibile: 700 × 126 = 88.200 €. Registro 9% = 7.938 €, ipotecaria 50 €, catastale 50 €; totale imposte: 8.038 €.
Acquisto da impresa con IVA (nuovo o impresa che opta per IVA): si paga IVA sul prezzo al 10% (22% per categorie di lusso A/1, A/8, A/9). Imposta di registro, ipotecaria e catastale sono fisse a 200 € ciascuna. Esempio: prezzo 250.000 €. IVA 10% = 25.000 €; registro 200 €, ipotecaria 200 €, catastale 200 €; totale imposte: 25.600 €. Se l’impresa vende senza IVA (tipicamente dopo 5 anni e senza opzione), si torna allo schema registro 9% con prezzo-valore possibile.
Notaio, agenzia e perizie: quanto mettere a budget
L’onorario del notaio per compravendita varia in base a complessità, valore e attività istruttoria: in media 1.500–3.000 € + IVA 22%, oltre a imposte e anticipazioni (bolli, visure, volture). In caso di mutuo l’atto aggiuntivo può costare 800–2.000 € + IVA, a cui sommare spese di iscrizione ipoteca e adempimenti. Richiedere 2–3 preventivi dettagliati, con riparto tra onorari e imposte, aiuta a confrontare davvero i costi e a evitare sorprese al saldo.
La provvigione d’agenzia è di solito il 2–4% del prezzo, spesso con minimi (3.000–5.000 €) e sempre soggetta a IVA 22%. Verificare se la provvigione è dovuta alla proposta accettata o al preliminare e come sono gestite le spese di marketing. La perizia bancaria per il mutuo costa in media 250–400 €, cui possono aggiungersi istruttoria (150–1.000 €) e polizza incendio/scoppio obbligatoria (100–300 € annui, variabile per capitale e compagnia).
Spese accessorie e differenze da non sottovalutare
Tra i costi accessori rientrano APE (attestato di prestazione energetica, di norma a carico del venditore), planimetrie aggiornate, visure ipocatastali, bolli e diritti. In condominio, l’acquirente è solidalmente responsabile con il venditore per le spese ordinarie dell’anno in corso e di quello precedente; le straordinarie deliberate prima del rogito restano di regola a carico di chi ha deliberato. Richiedere una liberatoria dell’amministratore evita contenziosi e consente di stimare correttamente arretrati e quote.
Se si intesta l’immobile a più comproprietari, aumentano adempimenti e talvolta i costi notarili. Per immobili con pertinenze (box, cantine), le imposte seguono le regole dell’abitazione acquistata quando sono pertinenze effettive. Attenzione alle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9): incidono sull’aliquota IVA e possono escludere eventuali regimi agevolati. Un controllo tecnico su conformità edilizia e catastale prima del preliminare riduce il rischio di ritardi e costi imprevisti.
Ottimizzare i costi senza rischi fiscali
Tre leve legittime fanno la differenza: scegliere il prezzo-valore quando si paga registro (acquisto da privato o impresa senza IVA), che spesso riduce la base imponibile; richiedere preventivi scritti e confrontabili per notaio e agenzia; definire nel preliminare chi sostiene spese specifiche (APE, piccole sanatorie, arredi). Pagamenti e caparre sempre tracciati, con causale chiara: evitare compensi “in nero” tutela da sanzioni e contenziosi. Verificare eventuali promozioni bancarie su perizia e istruttoria del mutuo può alleggerire il pacchetto finanziario.
Per chi compra con mutuo l’imposta sostitutiva è pari al 2% del capitale erogato sulle seconde case (0,25% solo per prime abitazioni). Valutare TAEG e costi accessori, non solo il TAN, per capire l’impatto complessivo. Se l’impresa vende con IVA, chiedere lo scorporo netto/IVA nel preliminare e le scadenze per acconti soggetti a IVA aiuta a pianificare correttamente la liquidità.
Checklist operativa: dal preliminare al rogito
- Identificare il regime fiscale: privato (registro 9% con prezzo-valore) o impresa (IVA 10%/22% + imposte fisse).
- Calcolare le imposte con un esempio concreto (rendita × 126 per seconde case in prezzo-valore; oppure IVA sul prezzo).
- Fissare per iscritto caparra e acconti e registrare il preliminare (200 € + 0,5% caparra + 3% acconti non IVA).
- Richiedere 2–3 preventivi notarili completi di imposte, bolli e volture; confermare le tempistiche di erogazione del mutuo.
- Negoziare la provvigione d’agenzia e chiarire momento di esigibilità e servizi inclusi.
- Effettuare due diligence conformità urbanistica/catastale, visure, APE, liberatoria condominiale, pertinenze.
- Pianificare i costi di mutuo perizia, istruttoria, imposta sostitutiva 2%, polizze obbligatorie.
- Stabilire chi paga cosa (APE, piccole sanatorie, arredi, spese condominiali pendenti) e inserirlo nel preliminare.
- Richiedere al notaio la clausola di prezzo-valore quando applicabile e indicare mezzi di pagamento tracciati.
- Verificare fondi disponibili per imposte e parcelle il giorno del rogito, compresi bolli e diritti.



