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15 Giugno 2026

IMU 2026: quanto si paga nelle città italiane e chi risparmia con le nuove regole

L'IMU 2026 presenta differenze significative tra le città italiane. Scopri quali sono le città con le aliquote più alte e più basse e chi può beneficiare delle nuove esenzioni e riduzioni

IMU 2026: quanto si paga nelle città italiane e chi risparmia con le nuove regole

L’IMU 2026 rappresenta un adempimento fiscale cruciale per i proprietari immobiliari italiani, soprattutto per chi possiede seconde case. Le aliquote locali e le rendite catastali variano notevolmente da un comune all’altro, creando un panorama fiscale eterogeneo che influisce significativamente sui bilanci delle famiglie e degli investitori.

Negli ultimi mesi, l’attenzione si è concentrata sulle nuove regole per le seconde abitazioni, le abitazioni di lusso e le numerose deroghe introdotte per categorie specifiche di contribuenti, come pensionati residenti all’estero e soggetti vulnerabili. Il legislatore ha promosso una revisione graduale dei meccanismi di calcolo per garantire maggiore trasparenza ed equità.

Le nuove regole dell’IMU 2026

Tra le novità del 2026, troviamo:

  • Nuove esenzioni al 50%
  • Imu a zero per particolari categorie di soggetti e lavoratori
  • Imu ridotta per le case cosiddette disponibili
  • Nuove tipologie di case non abitabili con esenzioni IMU
  • Esenzioni e sconti per case e immobili di residenti all’estero

IMU nelle principali città italiane

Il quadro delle imposte sulle seconde case in Italia è segnato da differenziali territoriali significativi. La media nazionale della tassa annuale sull’abitazione non principale si attesta a circa 979 euro, ma ci sono grandi differenze tra Nord e Sud e tra grandi e piccoli centri urbani.

Le città con il maggiore prelievo fiscale sono quelle con una pressione immobiliare storicamente significativa:

  • Roma: media di 3.499 euro l’anno
  • Milano: 2.957 euro
  • Venezia: 2.335 euro
  • Torino: 1.984 euro
  • Firenze: 1.973 euro

All’opposto, nelle aree del Sud e in alcune province intermedie, la tassazione sulle seconde abitazioni è più contenuta:

  • Palermo: 391 euro annui
  • Cosenza: 395 euro
  • Enna: 460 euro
  • Gorizia: 484 euro
  • Caltanissetta: 485 euro

Le differenze si accentuano per le abitazioni di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9), dove primeggiano Venezia (3.001 euro annui), Roma (2.888 euro) e Milano (2.777 euro).

Chi paga l’IMU 2026 e quali sono le esenzioni

La platea dei contribuenti coinvolti comprende proprietari, titolari di diritti reali e, in casi specifici, concessionari o locatari in leasing. L’imposta municipale è dovuta su fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, con alcune esclusioni e distinzioni.

L’abitazione principale è esente dalla tassa, tranne che si tratti di immobili di lusso. Le pertinenze sono detassate per una sola unità per ciascuna delle categorie catastali ammesse. Immobili ad uso sociale, culturale o religioso sono spesso esclusi dal tributo.

Le case date in comodato ai parenti di primo grado beneficiano di una riduzione della base imponibile fino al 50% in presenza di specifiche condizioni. I pensionati residenti all’estero hanno diritto a un’ulteriore riduzione della tassa su un’unica unità posseduta, non locata o data in comodato.

La base imponibile si ricava dalla rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicata per un coefficiente variabile in base alla categoria dell’immobile. Si applicano inoltre detrazioni, particolarità sulle pertinenze e riduzioni per immobili storici, inagibili o affittati a canone concordato.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.