Salta al contenuto
8 Giugno 2026

Icham Lahlou e il suo legame con il design italiano

Icham Lahlou, architetto e designer marocchino, ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Scopri come il suo lavoro unisce cultura e creatività tra Italia e Marocco.

Icham Lahlou e il suo legame con il design italiano

Icham Lahlou, architetto e designer marocchino, è un nome che risuona nel mondo del design con una risonanza unica. Il suo lavoro è un ponte tra due culture, due mondi, due modi di vivere e creare. Recentemente, è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italianaun riconoscimento che ha profondamente commosso e onorato il designer.

La sua carriera, che si estende per oltre trent’anni, è costellata di riconoscimenti e collaborazioni prestigiose. Ma cosa lo lega davvero all’Italia? E come ha fatto a diventare un ponte di cultura tra l’Africa e il mondo arabo?

Un legame profondo con l’Italia

Per Icham Lahlou, l’Italia rappresenta un paradigma di bellezza che va oltre le arti. È il modo di vivere, l’attenzione ai dettagli, la cultura diffusa nei gesti quotidiani. Fin dai tempi dell’università, quando abitava a Parigi, ha iniziato a viaggiare per conoscere l’Italia, sentendosi come abitato dal design.

“L’Italia mi lega l’arte con la ‘A’ maiuscola”, afferma Lahlou. “Lavorare in un ambito creativo come il mio senza guardare all’Italia è impossibile. Ogni piccola cosa in Italia mi invia messaggi per produrre, trasformare, disegnare.”

Il suo legame con l’Italia è evidente nelle sue collaborazioni con aziende italiane e nella sua partecipazione al Salone del Mobile. Inoltre, è considerato un pioniere del design in Marocco e un ponte di cultura tra Africa e mondo arabo.

Iniziative e riconoscimenti

Lahlou ha fondato l’Africa Design Awards nel 2014, poi nel 2015 l’Africa Design Days e dal 2026 l’Africa Design Week. Nel 2019 ha scritto a quattro mani con Mugendi M’Rithaa, primo presidente africano del World Design Organization‘Africa Generation – The Power of Design’, considerato ancora oggi la Bibbia del design nel continente.

“Sono iperattivo, lo ammetto”, dice Lahlou. “Mi piace sperimentare di continuo. Diciamo che tengo sempre viva la meraviglia e non smetto di stupirmi per esempio per il livello di eccellenza che fa ogni anno di Milano la Mecca del design.”

Il designer è sempre attivo e pieno di idee. Attualmente sta progettando una lampada tutta marocchina, che parli la lingua dell’artigianato e dell’arte del suo Paese. Un lampadario per un grande spazio pubblico, ma non può rivelare di più.

La luce come ispirazione

La luce è un tema centrale nel lavoro di Lahlou. Il suo pezzo feticcio è la lampada ‘Snoopy’ disegnata nel 1967 per Flos da Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Anche il suo ultimo lavoro, ‘La Canopée de Lumière’, è un’installazione di 396 sculture bronzee luminose per la Torre Mohammed VI a Rabat, edificio simbolo della rinascita della capitale del Marocco.

“Il compito del designer credo sia questo, osservare, rompere gli schemi e creare legami”, afferma Lahlou. “Solo così da un bisogno, una necessità può nascere un oggetto utile e bello. Che poi sia un gioiello o uno scaffale poco importa, non è solo la destinazione d’uso che conta, è il processo intellettuale per arrivare a quell’idea che rende l’oggetto interessante.”

Lahlou guarda con devozione ai fratelli Castiglioni, circondandosi delle loro creazioni nelle case che abita, a Rabat e a Marrakech. Sono oggetti che parlano e ricordano sempre il processo di creazione che li ha portati alla vita, proprio nella nostra vita di tutti i giorni.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.