Antonio Latella torna ai classici firmando una versione corposa del Faust di Johann Wolfgang von Goethe, proposta in doppia serata al Piccolo Teatro di Milano. Lo spettacolo è in programma dal 21 gennaio al 21 febbraio 2027 e si struttura in due parti autonome: il pubblico può scegliere di assistere a una sola parte oppure di vedere entrambe le parti in serate diverse durante la settimana o nella stessa giornata nei weekend.
Al centro dell’allestimento c’è la scelta di un cast contenuto: quattro attori e un’attrice che, insieme, compongono la cifra drammaturgica dell’operazione. La traduzione è curata da Federico Bellinil’adattamento scenico da Latella e Bellini e la regia dallo stesso Antonio Latellache ha voluto concentrare l’impatto narrativo sulla tensione tra identità individuale e mistero della creazione. Il protagonista è Lino Guancialechiamato a interpretare il duplice ruolo di Faust e di Mefistofele.
Allestimento, cast tecnico e scelte registiche
La produzione mette in campo una squadra artistica riconoscibile: oltre a Lino Guanciale il cast comprende Anna CoppolaSebastian Luque HerreraFabio Pasquini e Isacco Venturini. La drammaturgia è seguita da Linda Dalisile scene e i costumi sono firmati da Annelisa Zaccheriale musiche e la gestione del suono da Franco Visiolimentre le luci sono curate da Simone De Angelis.
Dal punto di vista registico, Latella spiega di aver atteso il momento giusto per affrontare quest’opera-mondo: la decisione di affidare la partitura a cinque interpreti è simbolica e funzionale. Il numero cinque ricorre nel progetto come cifra simbolica—le cinque dita della mano, i cinque sensi, l’evocazione del pentagramma e dell’uomo come microcosmo—e rappresenta, nelle parole della regia, la tensione tra perfezione e destabilizzazione che attraversa il testo di Goethe. Questa scelta si riflette nella scansione scenica e nelle relazioni tra i personaggi, dove il singolo corpo-performer è chiamato a contenere tensioni multiple.
Elementi di scena e coreografia
La componente visiva e il movimento scenico sono parte integrante del progetto: ai movimenti coreografici ha lavorato Alessio Maria Romanomentre il team include anche il regista assistente Paolo Costantini e l’assistente alla regia Flavio Capuzzo Dolcetta. Le soluzioni sceniche puntano a sostenere l’idea di un “uomo vitruviano” contemporaneo, sfruttando luci e costumi per segnare trasformazioni di ruolo e di identità.
Date, durata, sovratitoli e modalità di accesso
Le repliche si tengono tra il 21 gennaio e il 21 febbraio 2027. Lo spettacolo è diviso in due parti con durate differenti: la prima parte ha una durata indicativa di 3 ore e 20 minuti comprensive di intervallo, mentre la seconda parte è stimata in 2 ore e 15 minuti senza intervallo. Nelle repliche del weekend è previsto un intervallo di circa un’ora tra le due parti quando vengono programmate nella stessa giornata.
Alcune recite sono sovratitolate sia in inglese sia in italiano: le date con sovratitoli sono il 23, 24, 30 e 31 gennaioe il 6, 7, 13, 14, 20 e 21 febbraio. Poiché la produzione è ancora in allestimento, le durate comunicate possono subire piccole variazioni a seconda delle esigenze tecniche e artistiche.
Per l’accesso, i biglietti per le singole parti sono in vendita con fasce di prezzo differenziate: in platea il biglietto intero è indicato a € 42 (ridotto under 25 e over 65 a € 24), in balconata € 34 (ridotto a € 21). È prevista una soluzione dedicata a chi intende assistere a entrambe le parti: la Faust Cardvenduta a € 50 (ridotto € 35), disponibile per l’acquisto contestuale dei due biglietti. Le repliche del weekend sono acquistabili esclusivamente presso la biglietteria o tramite la biglietteria telefonica; gli abbonati possono utilizzare i propri tagliandi per le recite attraverso gli stessi canali.
Informazioni di produzione
La produzione è del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. L’adattamento è firmato da Antonio Latella e Federico Bellinicon la nuova traduzione di Bellini che intende restituire al pubblico contemporaneo la complessità linguistica e filosofica dell’opera originale. Il progetto privilegia la densità interpretativa e una riduzione del numero degli interpreti per mettere in luce dinamiche intime e simboliche del testo.

