In un gesto di grande generosità, un privato ha donato 80 immobili al Comune di Santa Maria la Longa, aprendo la strada a un ambizioso progetto di rigenerazione urbana. Questo atto ha permesso di avviare un’iniziativa che mira a trasformare gli spazi esistenti in nuove opportunità abitative, con un investimento complessivo di 7,7 milioni di euro.
Il progetto, sostenuto dalla Regione, prevede la creazione di 35 nuovi alloggi tra Santa Maria la Longa e la frazione di Ronchiettis. Un’iniziativa che non solo risponde alle esigenze abitative locali, ma contribuisce anche a rivitalizzare il tessuto urbano e sociale del territorio.
Riqualificazione di via Roma 1: 15 alloggi innovativi
A Santa Maria la Longa, 4 milioni di euro sono stati destinati alla riqualificazione dell’immobile di via Roma 1, acquisito dall’Ater di Udine. Questo edificio sarà trasformato in 15 alloggi, progettati con soluzioni innovative dal punto di vista funzionale, energetico e domotico. L’avvio dei lavori è previsto per il 31 gennaio 2028.
L’Ater di Udine, in collaborazione con il Comune, ha già avviato il piano di attuazione del compendio. Sono in fase di completamento i rilievi architettonici, storici e archeologici, e si sta procedendo con un confronto preliminare con la Soprintendenza per verificare l’eventuale rilevanza storico-culturale dell’immobile.
Ronchiettis: 20 appartamenti e spazi per la comunità
A Ronchiettis, 3,7 milioni di euro finanzieranno la riqualificazione di due compendi immobiliari in via delle Rogazioni. Questo progetto, suddiviso in due lotti, prevede la realizzazione di 20 unità residenziali, tra monolocali, bicamere e tricamere. Inoltre, saranno creati spazi commerciali e locali destinati alla comunità, che potranno ospitare iniziative culturali e attività legate alle tradizioni locali.
La riqualificazione degli spazi esterni è un altro aspetto fondamentale del progetto, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio donato in nuove opportunità abitative e servizi per il territorio. L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha sottolineato l’importanza di intervenire non solo sugli edifici, ma sull’intero contesto della frazione.
Un’opportunità per chi lavora in Friuli Venezia Giulia
Una delle novità introdotte dalla Regione è l’apertura dell’edilizia convenzionata non solo ai residenti, ma anche a chi possiede un contratto di lavoro in Friuli Venezia Giulia. Questo cambiamento permette di offrire una risposta concreta alle esigenze abitative di chi si trasferisce nella regione per lavoro, come insegnanti o altri professionisti.
L’obiettivo finale del progetto è recuperare e mantenere vivi tutti i centri abitati del territorio, costruendo una risposta alla domanda di casa coerente con le caratteristiche e le esigenze di ogni comunità. Un’iniziativa che dimostra come la collaborazione tra privati, enti pubblici e istituzioni possa portare a risultati concreti e benefici per l’intera comunità.



