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18 Giugno 2026

Dimissioni dell’assessora Starace: indagini, famiglia e politica in primo piano

L'assessora regionale al Turismo ha rassegnato le dimissioni dalla giunta pur restando consigliera, spiegando la necessità di difendere la propria immagine e proteggere la famiglia mentre procedimenti penali e amministrativi la vedono coinvolta.

Dimissioni dell'assessora Starace: indagini, famiglia e politica in primo piano

La politica locale della Puglia è al centro di una vicenda complessa che vede coinvolta Graziamaria Staraceassessora regionale al Turismo, la quale ha rassegnato le dimissioni dalla sua carica esecutiva mantenendo però il seggio in Consiglio regionale. La decisione, comunicata pubblicamente in forma ufficiale, è stata motivata dalla necessità di mettere al riparo la famiglia dall’esposizione mediatica e di poter esercitare una piena difesa personale e giudiziaria.

Le accuse e i procedimenti che hanno influenzato la decisione

Attorno alla figura di Starace si sono stratificate tre linee di indagine distinte ma interconnesse: la segnalazione di presunti maltrattamenti nell’ambito del rapporto con l’ex coniuge, un procedimento per presunti abusi edilizi su una struttura turistica familiare e un fascicolo della Procura per ipotesi di concussione. Questi elementi hanno creato un contesto giudiziario che, secondo la stessa interessata, impediva di condurre serenamente l’attività assessorile.

Violenza domestica e procedimento penale relativo

Il rapporto di coppia con l’imprenditore Alessandro Corso è culminato in una separazione che ha fatto emergere accuse di violenze e un conseguente intervento delle forze dell’ordine. In un primo momento la denuncia non era stata formalizzata, poi la vicenda è proseguita con atti giudiziari legati alla tutela dei figli e all’applicazione della normativa di riferimento per reati in ambito familiare. La posizione di Starace comprende anche la dichiarazione di sentirsi protetta dalla presenza dei genitori al momento dei fatti citati.

Abusi edilizi sulla struttura di Reginella a Vieste

Un secondo filone riguarda la struttura ricettiva di famiglia situata in località Reginella, dove controlli amministrativi e verifiche tecniche avrebbero rilevato difformità rispetto ai progetti autorizzati: interventi su pilastri, terrazzi e solai sono stati segnalati e sono seguiti provvedimenti che hanno portato a contestazioni penali. L’assessora ha sempre sostenuto che la responsabilità materiale dei lavori fosse riconducibile all’ex marito, precisando di aver poi adottato misure di regolarizzazione, demolizione delle opere abusive e avvio di pratiche di sanatoria con il coinvolgimento della Soprintendenza per ottenere pareri favorevoli.

L’inchiesta per concussione e le presunte pressioni su concessioni demaniali

Il capitolo più delicato riguarda l’ipotesi di concussione nell’ambito di una revoca amministrativa di una concessione balneare riconducibile alla famiglia dell’ex coniuge. L’accusa della Procura sostiene che, nel periodo in cui Starace ricopriva funzioni nell’amministrazione comunale di Vieste, siano state esercitate pressioni per ottenere la revoca della concessione come strumento di ritorsione in una controversia privata legata agli alimenti dei figli. La concessione in questione è stata successivamente ripristinata in autotutela dall’ente locale, fatto che non ha però cancellato l’interesse investigativo sulla legittimità e sulle modalità del provvedimento.

Registrazioni e sequestri nel Comune di Vieste

Nel quadro probatorio sono emerse registrazioni effettuate all’interno del Comune che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti; dispositivi elettronici di alcuni amministratori locali sono stati posti sotto sequestro per accertamenti irripetibili. Il coinvolgimento di più rappresentanti istituzionali del territorio, tra cui il sindaco e un dirigente comunale, ha ampliato il raggio d’azione dell’indagine e alimentato il dibattito pubblico sul rapporto tra interessi privati e decisioni amministrative.

Reazioni istituzionali e percorso politico

Il presidente della Regione ha preso in carico temporaneamente le deleghe dell’assessorato e ha dichiarato di comprendere la scelta dell’assessora, lasciando aperta la possibilità che solo sviluppi giudiziari possano determinare un diverso orientamento politico. In Regione era nota la gestione familiare di più unità abitative destinate al turismo e la titolarità di quote societarie riconducibili alla famiglia di Starace; la questione del conflitto di interessi è stata ritenuta dall’ente non sussistente, ma rimane sullo sfondo del dibattito pubblico.

Starace ha ribadito pubblicamente la volontà di tutelare il proprio nome e la serenità dei figli, affidando la difesa a professionisti legali e confidando nell’operato della magistratura. La scelta di dimettersi dall’incarico esecutivo ma di mantenere il ruolo di consigliere regionale segna una soluzione intermedia che permette alla politica regionale di procedere nella gestione del turismo senza l’immediata assenza dell’esponente, mentre le decisioni giudiziarie potranno determinare sviluppi ulteriori.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.