La cronaca locale di Vieste è al centro di un fascicolo che coinvolge l’assessora regionale al Turismo, Graziamaria Staracela struttura turistica riconducibile alla sua famiglia e l’ex marito, Alessandro Corso. I fatti comprendono un percorso giudiziario per presunti maltrattamenti in ambito familiareun’indagine per concussione che ha portato all’iscrizione di più persone nel registro degli indagati e una serie di accertamenti amministrativi sulla regolarità della concessione demaniale del villaggio turistico.
Elementi concreti del caso sono emersi in più momenti: le denunce e le dichiarazioni raccolte dai carabinieri, l’avvio del processo penale per maltrattamenti a carico di Corso, le contestazioni urbanistiche sulla struttura di famiglia e lo svolgimento di acquisizioni probatorie tra cui registrazioni di incontri amministrativi. In mezzo a tutto ciò si è inserita anche la gestione politica della vicenda a livello regionale.
Il procedimento per maltrattamenti e le dichiarazioni dell’assessora
Nel corso del 2026, a seguito di alcuni episodi familiari che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri, sono partite indagini che hanno portato all’apertura di un fascicolo sui comportamenti attribuiti a Alessandro Corso. L’uomo è stato poi rinviato a giudizio davanti al Tribunale di Foggia con l’accusa di maltrattamenti aggravatiipotesi che lui respinge. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno incluso l’audizione delle parti coinvolte e, con il supporto di una psicologa, anche dei figli minori della coppia; questi elementi sono stati richiamati nel procedimento iscritto nella corsia prevista dal Codice rossoche assicura priorità nei casi di violenza domestica e di genere.
Dichiarazioni e tutela
Le dichiarazioni rese dall’assessora agli investigatori hanno descritto anni di convivenza ritenuti difficili, mentre successivamente la stessa ha riferito di essersi trasferita vicino alla famiglia d’origine e di sentirsi ora più protetta, anche grazie a spostamenti accompagnati. Queste affermazioni hanno contribuito all’impianto probatorio del procedimento penale, che dovrà ora essere valutato nel corso del dibattimento.
L’indagine per concussione collegata alla revoca della concessione demaniale
Un secondo filone investigativo si è aperto nell’estate del 2026, dopo la presentazione di una denuncia da parte di Corso contro l’amministrazione comunale di Vieste. Al centro della controversia c’era il villaggio turistico sul lungomare, struttura oggetto di un provvedimento di revoca della concessione demaniale per presunte irregolarità edilizie riscontrate dalla Polizia locale. Corso ha sostenuto che la revoca fosse una ritorsione legata alla controversia familiare, e da quella lamentela è partita un’inchiesta della Procura che ha coinvolto, oltre all’ex assessora, il sindaco e un dirigente comunale per l’ipotesi di concussione.
Registrazioni e acquisizioni
Tra gli atti posti sotto esame dagli inquirenti ci sono alcune registrazioni effettuate durante un incontro negli uffici comunali. Dispositivi elettronici contenenti conversazioni sono stati sequestrati per verificare se dai dialoghi emergano elementi utili a chiarire la sequenza dei fatti e le decisioni sull’iter amministrativo. Le registrazioni riguardano un confronto a cui avrebbero partecipato il sindaco, l’assessora e un dirigente, e l’analisi di quel materiale è considerata centrale per il prosieguo dell’accertamento.
La vicenda amministrativa della concessione e il contesto politico
Il provvedimento di revoca della concessione è stato in seguito sospeso e poi annullato, con l’amministrazione che ha motivato l’esito mostrando che alcune criticità erano state sanate. Tuttavia, la successione temporale tra la denuncia presentata da Corso e le decisioni comunali resta un elemento osservato dagli investigatori nell’ambito del filone per concussione. Sul piano politico, l’assessora ha ricevuto manifestazioni di vicinanza da colleghi di giunta regionali e ha partecipato a incontri istituzionali per illustrare temi legati al turismo e alle aree interne, sottolineando l’importanza di preservare l’attività economica della costa.
Al momento la vicenda è affidata all’attività della magistratura: da un lato il processo per maltrattamenti aggravati nei confronti di Corso; dall’altro l’inchiesta sul presunto abuso d’ufficio e sulla concussione che coinvolge amministratori locali e dirigenti. Gli sviluppi giudiziari chiariranno la natura delle responsabilità contestate e l’effetto che queste vicende avranno sulla gestione della struttura turistica e sulla scena politica locale.