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28 Agosto 2026

Contributi fino a 2.400 euro per affitti e mutui a Bellano

Bellano sul Lago di Como ha lanciato un'iniziativa per trattenere i giovani offrendo contributi fino a 2.400 euro per affitti e mutui. Scopri come funziona.

Contributi fino a 2.400 euro per affitti e mutui a Bellano

In un’epoca in cui molti piccoli comuni italiani lottano contro lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, Bellano, un pittoresco paese sul Lago di Como, ha deciso di agire concretamente. Con un fondo di 100mila euro il Comune ha lanciato il progetto “Abitare Bellano” un’iniziativa sperimentale per sostenere i giovani e le famiglie che scelgono di vivere stabilmente nel territorio.

L’obiettivo principale è contrastare la riduzione della popolazione residente e promuovere la vitalità sociale ed economica del paese. Il progetto offre due tipologie di contributi: uno per chi acquista o ristruttura la prima casa, e un altro per chi sceglie di vivere in affitto. Ma vediamo nel dettaglio come funziona.

Contributi per mutui: fino a 2.400 euro per la prima casa

La prima linea di contributo è rivolta ai nuclei familiari che hanno contratto un mutuo ipotecario per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa a Bellano. Il contributo può coprire fino a quattro rate del mutuo, per un massimo di 2.400 euro per nucleo familiare. Per accedere a questo beneficio, il richiedente deve avere meno di 36 anni essere residente a Bellano e aver già pagato almeno una rata del mutuo alla data della domanda.

Questo contributo rappresenta un importante sostegno per le giovani coppie e le famiglie che desiderano mettere radici nel territorio, ma che spesso si trovano a dover affrontare costi elevati per l’acquisto o la ristrutturazione di un’immobile.

Contributi per affitti: fino al 30% del canone per 12 mesi

La seconda linea di contributo è rivolta a chi sceglie di vivere in affitto. Il Comune può riconoscere fino al 30% dei canoni di affitto pagati e documentati, per un periodo massimo di dodici mesi sempre fino a un massimo di 2.400 euro. Anche in questo caso, il richiedente deve avere meno di 36 anni e essere residente a Bellano.

Questo contributo è particolarmente utile per i giovani che, per vari motivi, non possono ancora permettersi di acquistare una casa, ma desiderano comunque stabilirsi nel territorio. Inoltre, il contributo per affitti può essere un valido sostegno per chi è in cerca di lavoro o sta completando gli studi.

Requisiti e graduatoria

Per partecipare ai bandi, i richiedenti devono presentare la domanda durante le finestre stabilite: dal 15 maggio al 15 giugno 2026 e dal 24 agosto al 24 settembre 2026. Le domande saranno valutate secondo una graduatoria che tiene conto di diversi fattori, tra cui l’ISEE la durata della residenza, la presenza di figli minori o persone con disabilità, e la prima uscita dal nucleo familiare di origine.

Chi otterrà il contributo dovrà mantenere la residenza e la dimora abituale nell’immobile per almeno cinque anni. Questo requisito è fondamentale per garantire che il contributo sia effettivamente utilizzato per promuovere la residenzialità stabile e la coesione della comunità locale.

Un’iniziativa sperimentale ma concreta

Il progetto “Abitare Bellano” è un’iniziativa sperimentale, ma rappresenta un passo concreto verso la risoluzione di un problema che affligge molti piccoli comuni italiani. Offrendo un sostegno economico diretto, il Comune di Bellano spera di incentivare i giovani a rimanere nel territorio, contribuendo così alla vitalità sociale ed economica del paese.

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dalla comunità locale, che vede in questo progetto una reale opportunità per contrastare lo spopolamento e promuovere lo sviluppo del territorio. Resta da vedere se altre amministrazioni seguiranno l’esempio di Bellano, adottando misure simili per trattenere i giovani e favorire la crescita delle proprie comunità.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.