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11 Giugno 2026

Compravendite e mutui: lo stato del mercato residenziale in Italia

Il mercato residenziale mostra ancora crescita nei volumi, con aumenti significativi in alcune città e un costo del credito in aumento; tuttavia emergono segnali di pressione sui prezzi nelle piazze più costose e un aumento delle correzioni di valore sugli annunci

Compravendite e mutui: lo stato del mercato residenziale in Italia

Il mercato immobiliare italiano presenta una dinamica composita: da un lato si registra un incremento delle compravendite e del capitale finanziato, dall’altro emergono segnali di affaticamento della domanda soprattutto nelle aree con valori immobiliari più elevati. I numeri coprono periodi diversi, ma disegnano insieme una fotografia coerente: volumi in crescita, mutui più costosi e differenze territoriali marcate.

Crescita delle compravendite e variazioni per città nel 2026 e nel primo trimestre 2026

Nel corso del 2026 alcune grandi città hanno mostrato incrementi delle compravendite particolarmente rilevanti: a titolo esemplificativo si segnalano aumenti come Palermo +25,91%Torino +8,88%Roma +7,80%Bologna +6,42% e Milano +5,63%. Questi scostamenti indicano che la ripresa non è uniforme sul territorio e che talune piazze hanno beneficiato di spinte specifiche.

Nell’primo trimestre 2026 il mercato residenziale nazionale ha confermato una tenuta: quasi 180.000 abitazioni compravendute, con una crescita tendenziale del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La dinamica positiva è diffusa: il Nord Ovest e il Sud segnano entrambi un +5,1%, mentre i capoluoghi crescono del +4,1% e i comuni non capoluogo del +4,6%.

Andamenti nelle principali città

Tra le otto principali città italiane il quadro del Q1 2026 mostra differenze: Torino +9,2%Genova +8,7%Milano +7,1%mentre Roma +5,1%Napoli +5,3% e Palermo +6,6%. Firenze è l’eccezione negativa, con una flessione del 2,9%segnale di una domanda che fatica a sostenere gli attuali livelli di prezzo in una città con valori medi tra i più alti del paese.

Mutui, costi del credito e importi finanziati

Il ricorso al credito ipotecario rimane centrale nelle transazioni: nel Q1 2026 la quota di acquisti assistiti da mutuo sale al 47,8%rispetto al 45% del trimestre precedente. In termini assoluti si tratta di circa 81.000 operazioni con mutuo e di un capitale finanziato che supera gli 11 miliardi di eurovalore in aumento di circa l’11% rispetto al Q1 2026.

Il lato negativo per gli acquirenti è il costo del credito: il tasso medio applicato alla prima rata del mutuo raggiunge il 3,6% nel Q1 2026, in aumento di 11 punti base rispetto al trimestre precedente. Questo significa che chi accende un mutuo oggi paga di più rispetto a chi lo ha fatto dodici o diciotto mesi fa, con implicazioni sulla capacità di acquisto e sulla sostenibilità delle richieste di mutuo.

Aumento degli importi medi

La crescita del capitale erogato è più rapida rispetto all’incremento dei volumi di compravendita e riflette in parte l’aumento dei prezzi medi delle abitazioni. I dati rilevati mostrano una crescita annua dei prezzi nel quarto trimestre del 2026 pari al 4,1%con la componente delle abitazioni esistenti che segna un +5,2%. Il risultato pratico è che, anche con volumi stabili o in lieve aumento, l’importo medio del mutuo richiesto risulta più elevato.

Dinamiche degli annunci e segnali di correzione nelle grandi piazze

Nel primo trimestre 2026 la quota di annunci di vendita che registra un ribasso di prezzo si attesta all’8%in calo rispetto al 9% dello stesso periodo del 2026. Tuttavia, nei mercati urbani di fascia alta la quota di annunci ribassati non diminuisce e in diversi casi cresce: Milano 13% (era 12%), Firenze 12% (era 10%), Bologna 10% (era 9%). Queste percentuali, tutte sopra la media nazionale, indicano che in alcune piazze i venditori stanno più spesso rivedendo le proprie richieste.

Altre grandi città mostrano valori elevati e stabili: Roma 11%Napoli 11%Palermo 11%Torino 10%. Allo stesso tempo, alcune città e province minori registrano quote molto più basse di annunci ribassati, sintomo di mercati a bassa rotazione: per esempio EnnaIsernia e Nuoro intorno al 4%.

Provincia e territori con correzioni

Tra le province con la quota più alta di annunci ribassati emergono nomi come Genova, Vercelli, Biella e Alessandria a quota 11%, seguite da un gruppo che include Roma, Foggia, Torino, Rieti e Milano intorno al 10%. Al contrario, province del Sud e delle Isole come Vibo Valentia e altre mostrano le percentuali più basse, indicando mercati meno dinamici piuttosto che una forte domanda.

Infine, il segmento delle nuove costruzioni merita attenzione: nel Q1 2026 le vendite di abitazioni nuove crescono del 14,6% rispetto all’anno precedente, mentre i prezzi delle abitazioni nuove registrano un calo del 1,2%. Questo può riflettere sia un riposizionamento competitivo dei costruttori sia una prevalenza di vendite verso segmenti più accessibili.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.