Nel panorama immobiliare attuale, la classe energetica di un edificio è un elemento determinante sia per chi vende che per chi acquista. Questo parametro, certificato attraverso l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) fornisce una valutazione dettagliata delle prestazioni energetiche di un immobile, influenzando significativamente il suo valore di mercato.
L’APE è diventato un indicatore fondamentale, capace di riflettere il livello di comfort e i costi di gestione di un’abitazione. Gli acquirenti, sempre più attenti all’efficienza energetica, valutano attentamente elementi come l’isolamento termico, lo stato degli infissi e la datazione degli impianti, tutti fattori che contribuiscono alla classificazione energetica dell’immobile.
La classificazione energetica e il suo impatto sul mercato
La classe energetica, che va dalla A4 (la più efficiente) alla G (la meno efficiente), è determinata da una valutazione tecnica eseguita da un certificatore abilitato. Questa valutazione prende in considerazione vari fattori, tra cui la struttura dell’immobile, la qualità dell’isolamento termico, lo stato degli infissi, il tipo di impianto di riscaldamento e la presenza di fonti rinnovabili.
Le abitazioni in classe A sono oggi lo standard delle nuove costruzioni ad alta efficienza, con consumi molto bassi e costi di gestione ridotti. Al contrario, gli immobili nelle classi D, E, F e G presentano un isolamento meno efficace e impianti datati, con conseguenti costi di riscaldamento e raffrescamento più elevati.
Le novità introdotte dal Nuovo Decreto Requisiti Minimi
Dal 3 giugno 2026 è entrato in vigore il Nuovo Decreto Requisiti Minimi che ha introdotto importanti modifiche alla classificazione energetica degli edifici. La classe A ora identifica gli edifici a emissioni zero, mentre la classe G comprende il 15% degli immobili con le peggiori prestazioni energetiche a livello nazionale. Inoltre, il nuovo attestato include dati sui consumi di energia finale, sulla quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e sull’impatto dei sistemi di teleriscaldamento.
L’importanza della riqualificazione energetica
Antonio Pasca, fondatore e presidente di Casaè sottolinea come il patrimonio immobiliare italiano sia spesso obsoleto dal punto di vista energetico. Molti edifici sono stati costruiti tra gli anni Cinquanta e Settanta, quando l’isolamento termico e l’efficienza energetica non erano priorità progettuali. Questo rende la riqualificazione energetica un passo necessario per migliorare le prestazioni degli immobili e ridurre i costi di gestione.
Pasca evidenzia l’importanza di trovare un equilibrio tra efficacia degli interventi e sostenibilità dei conti pubblici. La riqualificazione energetica richiede una programmazione stabile nel tempo, con incentivi pluriennali, maggiore accesso al credito e semplificazione burocratica. Inoltre, è fondamentale sviluppare strumenti specifici per gli edifici storici, affinché la tutela del patrimonio architettonico possa convivere con gli obiettivi della transizione energetica.
Il ruolo delle politiche pubbliche
Il Piano casa approvato dal Senato, punta al recupero di 60.000 alloggi popolari e all’introduzione di semplificazioni normative per stimolare l’intervento di capitali privati nel settore immobiliare. Questo piano prevede lo stanziamento di circa 7 miliardi di euro, con l’obiettivo di rigenerare l’edilizia residenziale pubblica e favorire la sostenibilità degli investimenti.
Le semplificazioni procedurali sono riservate a operazioni di valore non inferiore a un miliardo di euro, e le operazioni possono prevedere una pluralità di destinazioni d’uso, integrando la componente residenziale con quella non residenziale. Inoltre, la platea dei destinatari degli alloggi a canone calmierato è stata estesa ai dipendenti pubblici impiegati nei servizi essenziali.
La riqualificazione energetica e le politiche pubbliche mirate sono essenziali per migliorare le prestazioni degli edifici e promuovere la sostenibilità nel settore immobiliare.



