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20 Maggio 2026

Come il nuovo APE 2026 e il Decreto Requisiti Minimi 2026 influenzano le compravendite

Il nuovo APE 2026 e il D.M. 28/10/2026 imprimono una svolta: efficienza, ponti termici e infrastrutture per veicoli elettrici diventano fattori decisivi nelle compravendite

Come il nuovo APE 2026 e il Decreto Requisiti Minimi 2026 influenzano le compravendite

Negli ultimi anni l’efficienza energetica è salita al centro delle scelte immobiliari: non è più un dettaglio tecnico ma un elemento che può incidere sul prezzo e sui tempi di vendita. Il concetto di classe energetica evolve con il nuovo APE 2026, mentre il settore tecnico si adegua alle prescrizioni indicate nel Decreto Requisiti Minimi 2026 (D.M. 28/10/2026), in vigore dal 3 giugno 2026. Questa doppia novità ridisegna criteri di verifica, parametri di calcolo e aspettative degli acquirenti.

Per venditori e acquirenti significa che oltre a posizione e metratura occorre valutare consumi, impianti e isolamento. Un immobile con pompe di calore o fotovoltaico può emergere rispetto a uno datato, mentre le novità normative introducono controlli più dettagliati sui ponti termici e sulle superfici di calcolo. Capire queste regole diventa essenziale per formulare prezzo e strategie di valorizzazione.

Cosa prevede il nuovo APE 2026

Il APE resta l’Attestato di prestazione energetica che classifica gli immobili dalla classe A4 alla G, ma con il 2026 la scala e le metodologie puntano alla maggiore trasparenza e comparabilità. L’obiettivo è fornire dati più precisi sul consumo reale e sull’impatto ambientale: ciò favorisce gli immobili con impianti moderni e un buon isolamento e rende più evidenti le differenze tra costruzioni recenti e quelle con consumi elevati. Sul mercato, la classe energetica diventa quindi un elemento di marketing e negoziazione.

Chi trae vantaggio e come cambiano le aspettative

Gli immobili efficienti avranno probabilmente maggiore domanda e tempi di vendita ridotti; di contro, gli edifici meno performanti richiederanno valutazioni più attente. Le banche stanno iniziando a considerare la prestazione energetica nelle valutazioni di rischio mutuo, il che può tradursi in condizioni creditizie differenziate. Per il venditore è quindi strategico capire se e quali interventi conviene realizzare prima di mettere l’immobile sul mercato.

Impatto tecnico del Decreto Requisiti Minimi 2026 (D.M. 28/10/2026)

Il Decreto Requisiti Minimi 2026 aggiorna il D.M. 26/06/2015 e riformula criteri di calcolo e verifiche tecniche, con effetti pratici sulla redazione dell’APE e sulla relazione ex Legge 10. Tra le novità rilevanti ci sono l’obbligo di considerare puntualmente i ponti termici nell’edificio di riferimento, l’utilizzo delle superfici lorde come base di calcolo e l’introduzione di requisiti su sistemi di automazione (BACS) e infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Questi cambiamenti richiedono aggiornamenti progettuali e valutazioni di fattibilità già in fase di cessione o ristrutturazione.

Ponti termici e superfici lorde: dettagli che contano

Il decreto introduce la Tabella 5-bis con i coefficienti lineici di trasmissione (Psi) per i ponti termici più comuni (balconi, davanzali, cassonetti, ecc.). Questi valori entrano a far parte del fabbricato di riferimento e influenzano il calcolo del coefficiente globale di scambio termico (H’t), alterando potenzialmente la classe APE. Inoltre, la scelta di usare le superfici lorde come base di calcolo modifica i limiti prestazionali applicabili, con impatti sia sui nuovi edifici sia sulle ristrutturazioni importanti.

Consigli pratici per venditori e acquirenti

Valutare se intervenire prima della vendita dipende da costi, potenziale aumento di valore e rapido ritorno economico. Interventi mirati come la sostituzione degli infissi, l’installazione di pompe di calore o l’isolamento delle pareti possono migliorare significativamente la classe energetica e rendere l’immobile più appetibile. È importante però eseguire un’analisi costi-benefici e considerare le normative: per lavori rilevanti occorre verificare come si applicano le nuove soglie previste dal Decreto Requisiti Minimi 2026.

Interventi consigliati e comunicazione al mercato

Prima di vendere, conviene ottenere una diagnosi energetica aggiornata e, se possibile, evidenziare in annuncio e certificazioni la presenza di tecnologie come fotovoltaico, pompe di calore o sistemi di controllo BACS. Comunicare chiaramente i consumi stimati e le spese di gestione aumenta la trasparenza verso l’acquirente e può giustificare un prezzo superiore. Anche in caso di immobile non efficiente, una strategia di valorizzazione che mostri possibili interventi e costi stimati aiuta la negoziazione.

In sintesi, il combinato disposto del nuovo APE 2026 e del Decreto Requisiti Minimi 2026 impone una nuova attenzione tecnica e commerciale nelle compravendite. Comprendere i cambiamenti, pianificare gli interventi più efficaci e presentare i dati energetici in modo trasparente sono passaggi obbligati per chi vende o compra oggi. Il mercato è più informato: chi saprà adattarsi potrà trarne vantaggio.

Niccolò Conforti
Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.