La disponibilità di un’abitazione in Sicilia è diventata un problema che non riguarda solo i nuclei a basso reddito ma anche la cosiddetta fascia grigia della popolazione: famiglie con redditi medi che si collocano nel secondo e terzo quintile. Le pressioni sul mercato immobiliare, aggravate dalla diffusione delle locazioni brevi, hanno spinto la quota di reddito necessaria per sostenere una rata o un canone oltre la soglia considerata critica dall’indice di accessibilità.
Il fenomeno emerge con particolare vigore nelle città e in numerose località turistiche: i dati disponibili mostrano aumenti significativi della quota di reddito assorbita da mutui e affitti, con ripercussioni dirette sulla possibilità di esercitare il diritto all’abitare per molte famiglie.
Percentuali di spesa per mutuo e affitto nelle città siciliane
Negli ultimi anni la quota del reddito dedicata alla casa è cresciuta in modo marcato per il secondo quintile e il terzo quintile. Per esempio, la rata del mutuo che nel 2026 assorbiva il 28% del reddito medio del secondo quintile è salita in città come Palermo (a circa 32%) e Catania (a circa 31,5%) nel 2026. Sul fronte delle locazioni, i canoni hanno superato soglie critiche in più centri: a Siracusa la spesa abitativa arriva intorno al 32,7% del reddito disponibile, a Palermo al 31,8%a Catania al 30,7% e a Trapani al 30,5%.
Impatto sulla «fascia grigia»
Le famiglie della cosiddetta fascia grigia — con redditi medi stimati intorno a 16.500 euro per il secondo quintile e 23.500 euro per il terzo quintile — vedono quindi crescere il peso della spesa abitativa fino a oltre un terzo del reddito. Questa soglia è considerata critica perché riduce la capacità di risparmio, limita l’accesso al credito per ottenere un mutuo e aumenta il rischio di esclusione dal mercato abitativo.
Record nelle località turistiche del Messinese
La pressione della domanda turistica e la conversione di immobili in locazioni brevi producono effetti estremi in alcuni borghi e località costiere. Nel territorio della provincia di Messina si registrano i valori più alti: Santa Marina Salina segna il record con una quota media di spesa pari al 77,2% del reddito, seguita da Malfa (72,5%), Leni (65,3%) e Taormina (62,3%). Altre località con valori elevati includono Giardini Naxos (52,5%), Lipari (51,5%) e Castelmola (49,6%), fino a Capo d’Orlando intorno al 39,9%.
Effetti del turismo sul mercato locale
In queste aree la conversione degli alloggi in strutture ricettive o in affitti stagionali riduce l’offerta di immobili a canone sostenibile per residenti e lavoratori locali. Il risultato è una segregazione abitativa che favorisce chi può sostenere costi elevati e penalizza chi ha redditi medi o bassi.
Proposte e finanziamenti in discussione
Di fronte a questa dinamica, l’associazione dell’edilizia regionale ha indicato la necessità di un Piano Casa dedicato alla Sicilia che combini più strumenti: aumento dell’offerta di edilizia residenziale pubblica, incentivi alla ristrutturazione e all’efficienza energetica degli immobili esistenti, politiche di housing sociale e misure per ridurre il fenomeno degli immobili sfitti tramite agevolazioni legate all’applicazione di canoni calmierati.
Tra le risorse ritenute utili per affrontare il problema ci sono i fondi nazionali già destinati al Piano Casa e la rimodulazione di finanziamenti europei. In particolare, il Piano nazionale prevede stanziamenti per il periodo fino al 2034 e l’aggiunta di fondi europei e nazionali potrebbe portare a cifre più consistenti per il social housing. A livello regionale sono stati riprogrammati fondi europei per integrare gli interventi e la legge di stabilità regionale 2026-2028 ha previsto un piccolo stanziamento per incentivare le ristrutturazioni.
Valutazione sull’entità delle risorse
Nonostante alcuni interventi e stanziamenti iniziali, la valutazione degli attori locali è che le risorse attuali siano significative ma ancora insufficienti rispetto all’entità del problema. Gli appelli chiedono quindi un aumento degli investimenti pubblici e una maggiore attenzione all’obiettivo sociale di un mercato casa accessibile per tutte le fasce di reddito.
