Il governo ha introdotto un nuovo incentivo per facilitare l’aggiornamento degli apparecchi televisivi alle nuove tecnologie di trasmissione. La misura prevede un sistema di voucher digitali che riducono il prezzo d’acquisto dei decoder compatibili con i nuovi standard, con una dotazione complessiva di 30 milioni di euro.
La finalità è completare la transizione ai formati più recenti senza costringere le famiglie a sostituire il televisore funzionante: il contributo si traduce in uno sconto immediato in fattura che il venditore recupererà poi tramite rimborso dall’ente incaricato.
Importi, limiti e requisiti tecnici del contributo
Il contributo copre fino al 70% del prezzo di acquisto del decoder ma è soggetto a massimali ben definiti: massimo 30 euro per i decoder digitali terrestri e massimo 70 euro per i decoder satellitari. I dispositivi ammessi dovranno rispettare precise specifiche tecniche: per il terrestre è richiesta la compatibilità con DVB-T2 e la codifica HEVC Main 10 mentre per il satellite è necessario il sintonizzatore DVB-S2 e il supporto a HEVC a 10 bit. Queste caratteristiche devono risultare nella scheda tecnica o nel manuale d’uso del prodotto.
Perché aggiornare il decoder
Non tutti i televisori in circolazione recepiscono i segnali basati sui nuovi standard: il decoder agisce da convertitore del segnale, rendendo possibili la ricezione e la visualizzazione sui televisori che altrimenti resterebbero incompatibili. Il voucher serve quindi a evitare l’obsolescenza forzata dell’apparecchio principale, consentendo di mantenere il televisore in uso pagando soltanto il dispositivo aggiuntivo aggiornato.
Procedure operative: domande, piattaforma e controlli
La domanda sarà presentata esclusivamente in modalità digitale attraverso la piattaforma PARI gestita da PagoPA con accesso possibile via app Io o tramite il sito dedicato usando SPID o la Carta d’Identità Elettronica. Il sistema effettuerà controlli automatici sui requisiti e, in caso di esito positivo, genererà un codice alfanumerico che fungerà da voucher da esibire al venditore per ottenere lo sconto in fattura.
Controlli anagrafici e fiscali
La procedura prevede l’incrocio dei dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) per accertare la composizione del nucleo familiare e dei dati dell’Agenzia delle Entrate per verificare la regolarità del pagamento del canone Rai. Il contributo è concesso una sola volta per ciascuna famiglia anagrafica e la concessione dipende dalla presenza di tutti i requisiti richiesti.
Risorse stanziate, tempistiche e aspetti pratici per venditori
La dotazione finanziaria complessiva è di 30 milioni di euro di cui 28,8 milioni destinati ai consumatori; il restante 4% è previsto per coprire i costi di gestione della piattaforma e dei soggetti coinvolti come PagoPA e Invitalia. Le domande verranno accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Elenco prodotti e rimborso venditori
Il ministero predisporrà un elenco ufficiale dei decoder ammessi al beneficio: i produttori e gli importatori dovranno registrare i modelli sulla piattaforma per renderli disponibili con lo sconto. I venditori aderenti applicheranno lo sconto in fattura e, successivamente, otterranno il rimborso tramite bonifico bancario eseguito da Invitalia dietro presentazione della documentazione di vendita.
Il decreto che istituisce la misura è stato registrato dalla Corte dei conti il 27 maggio 2026 e il provvedimento è stato pubblicato il 28 maggio 2026; rimane però da definire con un atto successivo la data di apertura delle domande e la durata di validità dei singoli voucher. Fino a quella comunicazione ufficiale, la piattaforma non è ancora attiva e non è possibile inoltrare richieste.