Salta al contenuto
28 Giugno 2026

Sfratto a Conegliano: la disperata ricerca di una casa per una famiglia marocchina

A Conegliano, una famiglia marocchina con tre minori rischia di rimanere senza casa a causa di uno sfratto. L'avvocata Tamara Tirindelli ha lanciato un appello pubblico per trovare un alloggio.

Sfratto a Conegliano: la disperata ricerca di una casa per una famiglia marocchina

In un piccolo comune del Veneto, una famiglia marocchina con tre minori si trova di fronte a una situazione drammatica: lo sfratto imminente senza una soluzione abitativa alternativa. La vicenda, che ha coinvolto anche le istituzioni locali, solleva questioni importanti sul Mercato immobiliare e sulle politiche sociali.

La famiglia, composta da cinque persone, risiede a Conegliano e ha sempre pagato regolarmente l’affitto. Tuttavia, il contratto di locazione è giunto a scadenza e i proprietari, una coppia di anziani, hanno deciso di riappropriarsi dell’immobile per uso personale. La scadenza è fissata per martedì, e la situazione è resa ancora più complessa dalla presenza di tre minori, due dei quali frequentano la scuola primaria e le medie.

La difficile ricerca di un alloggio

L’avvocata Tamara Tirindelli, che rappresenta la famiglia, ha cercato in tutti i modi di trovare una soluzione. “Ho cercato un appartamento per i miei clienti, ma senza risultato”, ha spiegato. La famiglia è iscritta nella graduatoria delle case popolari ma la procedura è lenta e non offre una soluzione immediata. “Ho contattato in diverse occasioni anche il Comune e l’Assessorato ai Servizi sociali”, ha aggiunto l’avvocata.

La famiglia ha anche cercato un altro appartamento in affitto, ma senza successo. “Questa famiglia è formata da brave persone, il padre ha anche ristrutturato i bagni dell’attuale appartamento”, ha sottolineato Tirindelli. “Dispiace per questa situazione”, ha aggiunto, sottolineando la serietà e l’affidabilità dei suoi clienti.

L’intervento del sindaco

Il sindaco di Conegliano, Fabio Chies, ha affermato di essere a conoscenza del caso e che gli uffici comunali se ne stanno occupando. “La questione non ha a che vedere con problematiche di natura sociale, ma con una difficoltà nell’accedere al mercato immobiliare della città”, ha spiegato. “La famiglia è inserita nella graduatoria delle case popolari, ma fatica a salire all’interno della stessa”, ha aggiunto.

Il primo cittadino ha sottolineato che la famiglia sta cercando un altro appartamento da diverso tempo, ma fatica a trovarlo. “È proprio un problema di natura immobiliare”, ha concluso Chies, promettendo di continuare a interessarsi della questione nei prossimi giorni.

La situazione a Treviso: scontro tra Comune e Ater

Nel frattempo, a Treviso, è scoppiato uno scontro tra il Comune e l’Ater riguardo allo sfratto di cinque famiglie dai condomini di via Pisa. La vicenda ha visto coinvolti i capigruppo della lista Conte e di Fratelli d’Italia, che hanno attaccato Oscar Borsato, componente del Pd del cda di Ater.

“Ater non è mai stata chiamata in causa ufficialmente né è stata invitata a partecipare a tavoli di concertazione relativi all’episodio”, ha dichiarato Ater, smentendo le affermazioni del Comune. “Le dichiarazioni che chiamano in causa Ater sono

Il Comune ha replicato affermando che i contatti ci sono stati e che auspicano che quanto dichiarato sia frutto di un corto circuito all’interno dell’Ater. “I contatti telefonici informativi non hanno avuto seguito in richieste di intervento ufficiale”, ha chiuso il presidente di Ater, Mauro Dal Zilio.

La disperata richiesta di aiuto da Ancona

Anche ad Ancona, una famiglia rischia di rimanere senza casa. Samia, una donna tunisina di 52 anni, e suo marito, operaio alla Casali Bitumi, vivono con il figlio di 16 anni in una piccola casa a piano terra in via Barilatti a Falconara. “Oggi è l’ultimo giorno che possiamo abitare qui”, ha detto Samia, piangendo. “Da domani dovremo lasciarla perché abbiamo ricevuto lo sfratto dal proprietario, ma siamo molto preoccupati perché non troviamo un’altra abitazione.”

Samia lavora come addetta alle pulizie e in una trattoria, mentre suo marito è operaio. “Abbiamo sempre pagato regolarmente l’affitto di casa”, ha spiegato. “Ma ora il proprietario l’ha messa in vendita e rischiamo di andare in mezzo alla strada. Non chiediamo nulla se non un’abitazione dignitosa dove poter vivere.”

La donna ha fatto appello al Comune e alle persone di buona volontà, sperando che il loro grido di dolore non venga ignorato. “Lavoro tante ore per cercare di vivere serenamente con la famiglia”, ha detto, con la voce rotta dal pianto. “Ma da due anni cerchiamo una casa in affitto e non riusciamo a trovare nulla.”

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.