La seconda casa, spesso utilizzata solo sporadicamente, rappresenta un onere economico per molti proprietari, soprattutto per quanto riguarda il pagamento dell’IMU. A partire dal 2026, potrebbero esserci cambiamenti significativi, ma queste modifiche dipenderanno dalle decisioni dei singoli Comuni.
Novità dal 2026: riduzione dell’IMU per seconde case
Dal 1° gennaio 2026, i Comuni italiani potranno applicare una riduzione dell’IMU fino al 50% per le seconde case che non generano reddito. Questa misura intende differenziare le proprietà utilizzate sporadicamente, come le case per le vacanze, da quelle affittate
per produrre entrate.
La logica alla base della flessibilità
Questo nuovo approccio deriva da un decreto del Ministero dell’Economia, il quale stabilisce criteri e aliquote massime. I sindaci avranno il compito di decidere quale tipo di agevolazione applicare, favorendo
le case realmente disponibili per il proprietario.
Chi può beneficiare dello sconto?
Per poter usufruire di questa riduzione, è fondamentale rispettare specifici requisiti. Lo sconto si applica solo a immobili che:
- Non sono locati né affittati, quindi non devono essere soggetti a contratti di affitto tradizionali.
- Non sono affittati nemmeno per brevi periodi, escludendo le locazioni turistiche.
- Non sono concessi in comodato, nemmeno a familiari.
- Vengono utilizzati solo per brevi periodi durante l’anno, per scopi personali, come weekend o villeggiatura, senza generare alcun reddito.
In alcuni casi, i Comuni potrebbero stabilire criteri aggiuntivi per garantire equità, come aliquote collegate ai mesi di utilizzo effettivo dell’immobile.
Chi è escluso dalla riduzione?
Le esclusioni sono chiaramente definite. Non possono beneficiare della riduzione:
- Le case che risultano affittate, anche solo per una parte dell’anno.
- Le proprietà date in comodato d’uso.
- Gli immobili che non sono agibili o non soddisfano i requisiti minimi.
Qualora un immobile sia affittato, anche solo per un breve periodo, il Comune potrebbe considerarlo non disponibile per il resto dell’anno, applicando regole proporzionali.
Eccezione per gli immobili inagibili
In aggiunta alla possibilità di riduzione fino al 50%, esiste anche la possibilità di azzerare l’IMU per le unità immobiliari rese inutilizzabili a causa di calamità naturali, come terremoti o alluvioni. In tali casi, sarà necessario presentare documentazione specifica, come certificazioni e perizie.
Come richiedere la riduzione dell’IMU
Per accedere a questa agevolazione, è necessaria una verifica. Il beneficio non sarà automatico; occorrerà seguire alcuni passaggi pratici:
- Controllare il regolamento del proprio Comune: visitare il sito ufficiale per consultare la delibera IMU e le aliquote previste per il 2026.
- Controllare eventuali requisiti aggiuntivi: alcuni Comuni potrebbero richiedere un’autocertificazione per dimostrare che l’immobile non è locato.
- Esaminare attentamente gli avvisi di pagamento: spesso, le istruzioni comunali chiariscono come richiedere la riduzione.
- Preparare la documentazione per gli immobili colpiti da calamità: se si sono subiti danni, è necessario mettersi in regola con le certificazioni necessarie.
È importante ricordare che questa novità non elimina l’IMU, ma introduce maggiore flessibilità, legata al concetto di tassazione: si pagherà di più se l’immobile genera reddito, mentre si potrebbe pagare meno se è utilizzato solo sporadicamente. Tuttavia, la decisione finale spetta a ciascun Comune.