Ogni anno, con l’arrivo del momento di pagare l’IMU, molti proprietari di seconde case si interrogano sull’impatto di questo onere sul proprio budget familiare. A partire dal 2026, si prevede un cambiamento significativo in questo ambito: alcuni comuni potranno ridurre l’IMU fino al 50% per le seconde case che non
sono affittate e vengono utilizzate solo sporadicamente. Questa novità offre una nuova opportunità per i proprietari, ma come si applica concretamente?<\/p>
Cosa implica la nuova normativa<\/h2>
La misura, introdotta dal decreto ministeriale del 6 novembre 2026, pubblicato in Gazzetta
Ufficiale il 12 novembre 2026, conferisce ai comuni una maggiore autonomia nella definizione delle aliquote IMU. Gli enti locali potranno decidere, attraverso specifiche delibere, se applicare una riduzione per gli immobili non locati e utilizzati sporadicamente dai
proprietari.<\/p>
Requisiti per l’accesso allo sconto
Per beneficiare di questa agevolazione, è necessario che l’immobile rispetti determinati requisiti. In particolare, esso deve essere:
- Non locato, né attraverso contratti tradizionali né con affitti brevi o turistici;
- Non concesso in comodato d’uso;
- Utilizzato sporadicamente dal proprietario per esigenze personali, come nel caso di una casa al mare o in montagna.
In sostanza, se la seconda casa non genera alcun reddito e non viene messa sul mercato, il comune può decidere di applicare uno sconto sull’imposta.
Chi non può beneficiare della riduzione
È importante notare che non tutti gli immobili rientrano in questa agevolazione, e una piccola variazione nella situazione dell’immobile può escludere il proprietario dallo sconto. Infatti, rimarranno soggetti all’aliquota ordinaria:
- Le seconde case affittate, anche solo per brevi periodi;
- Le abitazioni concesse incomodatoa parenti o terzi;
- Gli immobili che, pur essendo utilizzati raramente, risultano inseriti in circuiti di locazione.
Perciò, se l’immobile ha un utilizzo di tipo economico, l’opportunità di ottenere lo sconto svanisce.
Altre possibili riduzioni dell’imu
Oltre alla riduzione per le seconde case a disposizione, esistono ulteriori possibilità di abbattimento dell’IMU. Ad esempio:
- Immobile inagibile o inabitabile: in caso di danni significativi, potrebbe esserci la possibilità di esenzione totale, a seconda delle normative locali.
- Calcolo proporzionale: alcuni comuni possono stabilire riduzioni in base ai mesi di effettivo utilizzo dell’immobile.
È fondamentale informarsi presso il proprio comune riguardo le specifiche normative e le riduzioni applicabili.
Procedura per richiedere la riduzione
Se il comune ha deciso di applicare la riduzione dell’IMU, la procedura da seguire non è standardizzata. È utile considerare alcuni passaggi fondamentali:
- Consultare il sito ufficiale del comune o contattare direttamente l’ufficio tributi per informazioni sulle agevolazioni per il 2026;
- Verificare la necessità di un’autocertificazione per attestare la non locazione dell’immobile;
- Conservare documentazione utile, come l’assenza di contratti di affitto e prove di utilizzo sporadico;
- Applicare l’aliquota corretta nei pagamenti, seguendo le indicazioni comunali.
Il cambiamento previsto per il 2026 non elimina l’IMU, ma offre maggiore flessibilità. Se la seconda casa è un luogo del cuore utilizzato sporadicamente, è possibile beneficiare di un costo ridotto. È essenziale prestare attenzione alle decisioni del comune, poiché le opportunità di riduzione possono variare.