Novità sulle regole per l’affitto della seconda casa in Italia

Sintesi delle novità normative e pratiche sull'affitto della seconda casa, con dettagli su obblighi fiscali e adempimenti comunali

Affitto della seconda casa: cosa cambia tra obblighi e controlli

Negli ultimi dodici mesi Governo e amministrazioni locali hanno introdotto una serie di novità per le seconde case situate nelle principali località turistiche. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni è regolare meglio il mercato degli affitti brevi,

contrastare l’evasione e proteggere la disponibilità di alloggi per i residenti, ma le nuove disposizioni stanno avendo effetti pratici su proprietari, gestori, piattaforme e inquilini.

Perché sono intervenuti
Le modifiche nascono dalla necessità di mettere ordine in un mercato cresciuto rapidamente: affitti temporanei e locazioni

turistiche hanno spesso oscillato al di fuori dei normali canali fiscali e amministrativi, comprimendo l’offerta di case ad uso residenziale. Per questo molti Comuni hanno aggiornato regolamenti e procedure, puntando su maggiori controlli, tracciamento delle prenotazioni e clarificazione delle soglie

fiscali.

Cosa devono fare i proprietari
Chi affitta una seconda casa deve ora rispettare nuove scadenze e adempimenti. Tra le novità più diffuse: obbligo di comunicare i redditi da locazione con specifici codici tributo, aggiornamento delle aliquote per la cedolare secca quando applicabile e definizione più chiara delle esenzioni per gli affitti brevi. Molti Comuni richiedono anche l’iscrizione a registri locali e la comunicazione preventiva delle locazioni: chi omette questi passaggi si espone a sanzioni e, in alcuni casi, a tariffe per la registrazione.

Relazioni con le piattaforme di prenotazione
Per rendere i controlli effettivi è aumentata la cooperazione tra Comuni e piattaforme digitali. I portali di prenotazione sono chiamati a trasmettere dati su prenotazioni e pagamenti, e hanno aggiornato i sistemi di reporting per adeguarsi alle richieste. Se la collaborazione viene meno, le amministrazioni locali possono attivare misure sanzionatorie. Di fatto si sta costruendo un flusso informativo che facilita il monitoraggio dei movimenti turistici.

Impatto sul mercato e reazioni
Le associazioni di proprietari e gli agenti immobiliari segnalano che la maggiore burocrazia potrebbe ridurre l’offerta di affitti brevi: per alcuni questa trasformazione rende più conveniente passare a contratti pluriennali o ritirare l’immobile dal mercato turistico. Dall’altro lato, diverse amministrazioni sostengono che la trasparenza fiscale sta riequilibrando la disponibilità di case per i residenti; in zone con regolamentazioni più severe si è già osservato un calo delle inserzioni online e, secondo alcuni sindaci, un alleggerimento delle tensioni sul mercato abitativo.

Cosa cambia per gli inquilini e per il territorio
I turisti potrebbero trovare meno offerte nelle località con normative più rigide, mentre i residenti potrebbero beneficiare di una maggiore disponibilità di alloggi a lungo termine. A livello fiscale, le entrate potrebbero aumentare grazie a una migliore tracciabilità dei redditi da locazione, con ricadute sugli equilibri locali e sulla capacità dei Comuni di finanziare servizi legati al turismo. Per i proprietari la parola d’ordine è adeguarsi: conoscere gli adempimenti, registrarsi dove richiesto e rispettare le comunicazioni verso piattaforme e uffici comunali. Chi gestisce immobili o pensa di affittare per brevi periodi dovrebbe informarsi sulle norme locali, perché le regole cambiano sensibilmente da un Comune all’altro.

Scritto da AiAdhubMedia

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