In Italia, un numero significativo di edifici si trova in stato di abbandono, spesso arrivando a livelli di degrado tali da essere definiti fabbricati collabenti. Queste strutture, prive di valore economico e reddito, richiedono una comprensione approfondita delle normative che le riguardano, sia per i proprietari sia per chi intende acquistarle.
È fondamentale distinguere
tra un fabbricato collabente e uno inagibile, poiché le due categorie non sono sinonimi. Mentre i fabbricati inagibili possono avere limitazioni d’uso, i collabenti sono per definizione edifici in condizioni tali da non poter essere utilizzati affatto.
Caratteristiche dei fabbricati collabenti
Le strutture collabenti presentano segni evidenti di deterioramento. Sono edifici che, per vari motivi, hanno perso la loro funzionalità e sicurezza. La loro condizione di degrado è l’unico criterio che li definisce, ignorando la loro storia, epoca di costruzione o materiali utilizzati.
Distinzione tra unità collabenti e solide
È
importante sottolineare che le unità collabenti sono contrapposte a edifici solidi, che mantengono la loro stabilità e sono sicuri per l’uso. I fabbricati collabenti, invece, possono essere soggetti a crolli e presentano una bassa resistenza meccanica, rendendoli pericolosi.
Normative e accatastamento
Secondo il Decreto Ministeriale n. 28 del 1998, i fabbricati collabenti devono essere registrati nel catasto, ma senza reddito attribuito. Gli immobili vengono classificati come categoria F/2, un riconoscimento che sottolinea la loro incapacità di produrre reddito a causa del degrado.
Procedura di accatastamento
Per accatastare un fabbricato collabente, è necessario seguire un iter burocratico specifico. Se un edificio precedentemente accatastato è ora in condizioni di collabente, occorre effettuare una sospensione della precedente unità e avviare un nuovo accatastamento, corredato da documentazione dettagliata.
Interventi di recupero e consolidamento
I fabbricati collabenti possono essere oggetto di interventi di recupero, volti a ripristinarne la stabilità e la funzionalità. Questi interventi possono includere il rinforzo delle strutture, la riparazione di danni e l’adeguamento alle normative di sicurezza.
Normative e sicurezza
Ogni intervento di recupero deve rispettare le normative vigenti, garantendo così la sicurezza degli edifici e delle persone. Questo include requisiti di stabilità, sicurezza sismica e efficienza energetica.
In particolare, il rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni è fondamentale per assicurare che ogni ristrutturazione rispetti i criteri di sicurezza e abitabilità.
Vantaggi fiscali per i proprietari
Dal punto di vista fiscale, i proprietari di fabbricati collabenti possono beneficiare di esenzioni da imposte come l’IMU e la TASI. Tuttavia, è importante notare che gli edifici collabenti non possono accedere alle agevolazioni per la “prima casa”, poiché non sono pronti per l’uso immediato.
Detrazioni e incentivi
È fondamentale distinguere tra un fabbricato collabente e uno inagibile, poiché le due categorie non sono sinonimi. Mentre i fabbricati inagibili possono avere limitazioni d’uso, i collabenti sono per definizione edifici in condizioni tali da non poter essere utilizzati affatto.0
È fondamentale distinguere tra un fabbricato collabente e uno inagibile, poiché le due categorie non sono sinonimi. Mentre i fabbricati inagibili possono avere limitazioni d’uso, i collabenti sono per definizione edifici in condizioni tali da non poter essere utilizzati affatto.1