Guida 2026 al bonus fotovoltaico, conto termico e incentivi regionali

Un quadro chiaro delle agevolazioni 2026 per impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e interventi di efficientamento, con esempi pratici e riferimenti utili

Nel 2026 le principali agevolazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo restano operative senza modifiche alle aliquote previste. La Legge di Bilancio ha mantenuto le condizioni fiscali che permettono di ottenere una parte significativa dell’investimento sotto forma di detrazione IRPEF, rendendo ancora conveniente intervenire per produrre

energia rinnovabile in proprio.

Questo articolo riassume chi può beneficiare delle misure, quali interventi sono ammessi, come funziona il Conto Termico 3.0, lo stato del portale dedicato e le principali opportunità regionali. Troverai inoltre indicazioni pratiche su documenti, modalità di pagamento

e alcune precisazioni normative rilevanti per il 2026.

Chi può accedere e che interventi sono coperti

Possono accedere al bonus fotovoltaico 2026 tutti i contribuenti soggetti a IRPEF che documentano le spese: tra questi rientrano proprietari, nudi

proprietari, usufruttuari, inquilini, comodatari, conviventi e anche soggetti giuridici come società di persone e cooperative edilizie. I condomìni possono usufruire delle agevolazioni per interventi sulle parti comuni. Le categorie di lavori ammesse comprendono la fornitura e l’installazione di pannelli fotovoltaici, le batterie di accumulo, il revamping di impianti esistenti e opere accessorie come sistemi di monitoraggio; inoltre rientrano nell’ambito degli incentivi interventi di riqualificazione energetica come l’isolamento, la sostituzione degli infissi, le pompe di calore e le colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Nota: le caldaie a gas non sono incluse tra i bonus 2026.

Esempio di calcolo

Per rendere concreto il beneficio, immaginiamo un impianto con costo totale di 15.000 €: applicando la detrazione 50% si ottiene un recupero complessivo di 7.500 €, distribuito in 10 rate annuali da 750 € l’una. In alternativa, per un sistema da 8 kWp con batteria da 15 kWh con spesa stimata di 18.000 €, la detrazione porterebbe a 9.000 € recuperati in 10 anni, con un’ulteriore riduzione dei costi grazie al risparmio in bolletta e a eventuali contributi regionali.

Conto Termico 3.0: benefici e modalità di accesso

Il Conto Termico 3.0 gestito dal GSE è un incentivo diverso dalle detrazioni: si tratta di un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 65% delle spese ammissibili per pompe di calore, solare termico, building automation e altre tecnologie. L’importo è erogato dal GSE tramite bonifico, quindi non è necessario recuperarlo in dichiarazione. Per importi fino a 5.000 € il pagamento avviene in un’unica soluzione; per cifre superiori sono previste rate annuali (2 o 5 anni). Importante: il Conto Termico non finanzia impianti fotovoltaici e batterie, che restano affiliati al Bonus Casa.

Stato del portale e istruzioni pratiche

Il Portaltermico 3.0 è stato reso operativo il 2 febbraio 2026; successivamente il servizio è stato sospeso il 3 marzo 2026 per esaurimento del budget e riaperto il 13 aprile 2026. Le richieste si presentano sul portale del GSE e devono essere inoltrate entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Questo strumento è particolarmente utile a chi non ha capienza IRPEF sufficiente, perché il contributo viene erogato direttamente senza doverlo scontare in dichiarazione.

Incentivi regionali, regole amministrative e strumenti collettivi

Oltre agli incentivi nazionali, molte Regioni offrono contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati che possono essere cumulati con la detrazione del 50%, riducendo drasticamente il costo finale. Per esempio, il Friuli Venezia Giulia propone contributi fino al 40% per fotovoltaico e accumulo (con massimali per kW e €/kWh installato), mentre la Calabria ha stanziato 45 milioni per il Fondo FEERI a favore delle imprese, con finanziamenti agevolati e contributi a conto capitale. In Alto Adige il Piano Clima 2040 prevede contributi provinciali fino al 30–40% per specifici interventi, e la Toscana ha bandi locali come il «Casa Zero Emissioni» che, in alcune aree, possono arrivare a coprire anche l’intero costo dell’intervento se sommati ad altri incentivi.

Altri strumenti locali includono il contributo del Consorzio BIM Sarca, che eroga importi fissi per fotovoltaico e accumulo ai residenti delle valli interessate. Sul fronte delle norme fiscali, ricordiamo che dal 2026 non è più possibile cedere il credito né ottenere lo sconto in fattura per questi bonus: la detrazione resta recuperabile direttamente in dichiarazione in 10 anni. L’IVA agevolata al 10% si applica alla manodopera e a una parte dei materiali significativi, e l’impresa installatrice deve indicarla in fattura.

Infine, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un’opportunità per condividere energia a livello locale: prevedono tariffe incentivanti tra 80 e 120 €/MWh, contributi PNRR fino al 40% per comuni sotto i 50.000 abitanti e un corrispettivo di valorizzazione di 0,14 €/kWh. Gli incentivi hanno durata ventennale e la possibilità di accedervi è aperta fino al 31 dicembre 2027, salvo esaurimento del contingente di potenza incentivata (5 GW).

Per orientarsi tra opzioni nazionali e locali conviene verificare i bandi regionali aggiornati, rivolgersi a installatori qualificati e conservare tutta la documentazione richiesta (titolo edilizio, fatture, dichiarazione di conformità, e il bonifico parlante con la causale prevista). Con un’analisi attenta dei contributi cumulabili è possibile ridurre significativamente i tempi di ritorno dell’investimento e aumentare il valore dell’immobile.

Scritto da Fabio Rinaldi

Alloggio a Bordeaux-Saint-Clair per 4 persone con parcheggio privato