Recentemente, la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza significativa riguardante l’esenzione dall’IMU per i coniugi che risiedono in abitazioni separate. Questa pronuncia, identificata con il numero 209/2026, risponde a numerosi chiarimenti richiesti da cittadini e professionisti del settore.
La questione centrale riguarda la possibilità di applicare la doppia esenzione dell’IMU
sulla prima casa per i coniugi che, pur vivendo in luoghi diversi, sono proprietari o comproprietari degli immobili dove risiedono.
Dettagli sulla sentenza
Secondo quanto stabilito dalla Corte, i coniugi che risiedono in abitazioni separate hanno diritto
a un’esenzione doppia dall’IMU solo se entrambi sono proprietari delle case in cui abitano e hanno registrato le loro residenze in tali immobili. Questo rappresenta un cambiamento rispetto alla normativa precedente, che limitava l’esenzione a uno solo dei due
immobili.
Contesto normativo
Fino al 2026, la legislazione vigente consentiva che solo uno dei coniugi potesse beneficiare dell’esenzione IMU per la prima casa, creando una disparità di trattamento. La Corte ha dichiarato illegittime alcune disposizioni dell’art. 13 del Decreto-legge 201/2011 che impedivano la doppia esenzione.
Il giudice ha sottolineato come l’attuale situazione sociale e lavorativa, caratterizzata da una crescente mobilità e dall’evoluzione dei costumi, renda sempre più comune la scelta di coniugi di risiedere in luoghi diversi, mantenendo comunque una connessione affettiva e materiale.
Implicazioni della sentenza
Questa sentenza ha pertanto un impatto rilevante sulla gestione dell’IMU, poiché riconosce diritti a categorie di contribuenti precedentemente trascurate. Non è più sufficiente dimostrare la residenza in un immobile per ottenere l’esenzione; è necessaria anche una comproprietà tra i coniugi.
Discriminazione e equità fiscale
La Corte ha evidenziato come il non riconoscere la doppia esenzione per i coniugi separati crei una discriminazione evidente rispetto ai singoli o ai conviventi di fatto, che possono beneficiare dell’esenzione con requisiti meno stringenti. Ciò pone interrogativi sulla giustizia e sull’equità del sistema fiscale attuale.
La sentenza della Corte Costituzionale non solo modifica le disposizioni relative all’IMU, ma offre anche una riflessione più ampia sul concetto di famiglia e sulle sue diverse configurazioni nel contesto odierno.