Calo degli ombrelloni a Jesolo: hotel privilegiati e proprietari in rivolta

Quando la spiaggia diventa contesa: proprietari di seconde case denunciano la perdita del posto spiaggia e valutano proteste e azioni legali

Il dibattito sulle concessioni balneari a Jesolo è esploso al termine dell’anno scolastico, quando molti proprietari di seconde case si sono ritrovati senza la possibilità di usufruire del loro consueto posto spiaggia. La porzione di arenile interessata, denominata Umg 5 e compresa tra piazza Brescia e piazza Mazzini, è passata a una nuova gestione

dopo le gare disposte dal Comune, in attuazione della Legge regionale numero 33. A seguito di questa riassegnazione, gli assetti della stagione estiva sono cambiati sensibilmente: la distribuzione degli ombrelloni e la loro quantità sono oggi oggetto di forte contestazione.

Secondo

le segnalazioni raccolte, la ditta aggiudicataria, Cbc srl, ha installato circa 2.000 ombrelloni per il tratto in questione, una riduzione significativa rispetto ai precedenti esercizi. La diminuzione è attribuita anche ai nuovi vincoli tecnici introdotti a livello regionale, che prevedono distanziamenti maggiori

fra i picchetti. Questo ha reso evidente un problema pratico: molte famiglie proprietarie di immobili estivi hanno trovato la spiaggia affollata e la disponibilità di posti estremamente limitata, scatenando malumori e richieste di interventi immediati.

Cosa è cambiato quest’anno

Il cambiamento principale riguarda la distribuzione delle risorse: dalle informazioni diffuse dai residenti, circa l’85% degli ombrelloni sarebbe stato assegnato agli alberghi, lasciando una quota molto ridotta alle seconde case. In pratica, dopo l’assegnazione tramite gara sono stati privilegiati gli operatori ricettivi, mentre gli appartamenti dati in locazione ricettiva hanno ricevuto la parte restante. Il risultato è che condomìni che fino a un anno fa avevano diritto a un ombrellone per unità ora si ritrovano con poche postazioni complessive, spesso destinate agli affitti brevi gestiti dalle agenzie.

Nuova gestione e norme regionali

La combinazione tra la procedura di gara e le prescrizioni della Legge regionale numero 33 ha prodotto un assetto con meno postazioni disponibili: oltre alla scelta dei criteri di assegnazione, la normativa impone spazi maggiori tra i punti ombra, riducendo il numero complessivo di installazioni. Il nuovo modello gestionale proposto dai concessionari è definito dinamico, ovvero basato su una fruizione legata all’effettiva richiesta e alla rotazione degli abbonamenti. Sono stati presentati abbonamenti quindicinali che, se non rinnovati, rendono lettini e ombrelloni nuovamente disponibili sul mercato per altri ospiti.

Conseguenze per i proprietari

I proprietari di seconde case lamentano disagi concreti: molti sono arrivati in spiaggia sperando di riappropriarsi della consueta postazione ma si sono trovati senza soluzione. Le prime stime parlano di un migliaio di persone almeno penalizzate nella sola giornata di grande afflusso dopo la fine della scuola. Di conseguenza, si avvertono timori su possibili ripercussioni economiche: alcuni proprietari ipotizzano che la minore fruibilità della spiaggia possa portare a una diminuzione del valore degli immobili, con percentuali stimate che in certi casi sfiorano il 20%.

Valore degli immobili e reazioni

La percezione di una svalutazione è accompagnata da reazioni organizzate: i residenti discutono la creazione di un comitato per rappresentare gli interessi delle seconde case e valutano anche la strada della class action contro i nuovi gestori. Sul fronte pratico, alcune famiglie hanno cercato soluzioni temporanee, piazzandosi su lettini nella speranza di non essere rimossi, mentre altre studiano iniziative di protesta in spiaggia per rivendicare il diritto a un accesso minimo garantito. La tensione è alimentata anche dal contrasto politico sulla scelta del Comune di procedere alle gare, nonostante il partito di riferimento a livello nazionale sia contrario a questo metodo.

Prospettive e mosse legali

In attesa di sviluppi formali, una variabile decisiva resta l’esito dell’istanza di sospensiva presentata al TAR, la cui udienza è prevista per mercoledì successivo alla pubblicazione delle prime proteste. Se il tribunale amministrativo accoglierà la richiesta, potrebbe essere bloccata l’anticipata operatività della nuova concessione, con potenziali ripercussioni sull’allestimento della stagione. I proprietari mantengono l’opzione di azioni collettive; i gestori ribadiscono la volontà di adottare il modello dinamico per massimizzare l’uso in base alla domanda.

Il confronto resta aperto: la mediazione tra tutela degli investimenti turistici e diritti dei proprietari di seconde case si prospetta complessa. Nel frattempo, la situazione in spiaggia funge da banco di prova per le scelte normative e amministrative sugli spazi pubblici e i servizi balneari, e potrebbe influenzare future gare e regolamentazioni nella gestione delle coste.

Scritto da AiAdhubMedia

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